I Castelli Romani si possono vedere in una giornata, con due tappe principali: Frascati, per le sue ville tuscolane costruite tra il XVI e il XVII secolo, e Castel Gandolfo, per il Palazzo Pontificio e il Lago Albano, che occupa il cratere di un vulcano spento. È una regione che l'élite romana scelse per fuggire dalla città molto prima che esistesse la parola "estate".
Frascati e le ville tuscolane
Frascati è la città più associata al nome dei Castelli Romani, e lo deve alle sue ville tuscolane: residenze di campagna costruite da potenti famiglie romane tra il XVI e il XVII secolo, con architetture rinascimentali e barocche circondate da giardini all'italiana. Il nome deriva da Tusculum, l'antica città sulle colline circostanti, dove Cicerone aveva la propria villa e lì scrisse le Disputazioni Tuscolane. La scelta del luogo non fu casuale: il clima più mite rispetto a Roma, la breve distanza dalla città e la vista sulla valle avevano già attirato l'aristocrazia romana più di duemila anni prima delle ville che si possono vedere oggi.
Castel Gandolfo e il Lago Albano
La seconda tappa è Castel Gandolfo, costruito sul bordo del cratere del lago Albano. Il legame della città con il papato risale al XVII secolo: fu papa Urbano VIII che, dal 1626, scelse il luogo come residenza estiva, e successivamente Alessandro VII ampliò il complesso, commissionando i giardini a Gian Lorenzo Bernini, lo stesso scultore e architetto autore di tante opere nel cuore di Roma. Il lago stesso è di origine vulcanica, formatosi all'interno della caldera di un cono crollato in epoca preistorica, ed è uno dei pochi laghi di questa origine che sopravvivono nella regione, insieme al Lago di Nemi.
Prima di passare alla Santa Sede, il castello appartenne alla famiglia Savelli, e passò al patrimonio pontificio nel 1596, sotto papa Clemente VIII, a causa delle difficoltà finanziarie dei precedenti proprietari. Il complesso visto oggi riunisce il Palazzo Apostolico, i giardini progettati dal Bernini, oltre a conventi, una scuola e persino un osservatorio astronomico gestito dalla Santa Sede, una struttura molto più grande di quanto di solito suggerisca l'immagine di una "casa di campagna".
Perché l'élite romana lasciava sempre la città in questa direzione
Il filo che unisce Frascati e Castel Gandolfo non è solo geografico, è consuetudine: fin dalla Repubblica Romana, patrizi e poi imperatori scelsero i Monti Albani come rifugio estivo, e la Chiesa, secoli dopo, ereditò lo stesso istinto stabilendovi la residenza papale. È la stessa logica di ritiro che portò Cicerone a scrivere nel Tuscolo ciò che non scrisse a Roma, e che portò i papi a trascorrere secoli di estati fuori dalle mura cittadine. Lasciare Roma, per questa élite, non fu mai una fuga: era lì che il pensiero e il riposo trovavano spazio che la vita pubblica non lasciava.
Anche la distanza conta: i Castelli Romani distano poco più di venti chilometri dal centro di Roma, abbastanza vicini per ritornarci in giornata, e abbastanza lontani perché l'aria, l'altitudine e il silenzio delle colline sembrassero, a chi proveniva dalla città antica, come un altro mondo. È questa combinazione di vicinanza e distanza che spiega perché la regione non ha mai smesso di attrarre coloro che a Roma avevano i mezzi per scegliere dove andare.
Cosa cambia con il repertorio
Chi visita i Castelli Romani senza contesto vede piccoli, bellissimi paesi, un lago immerso nel verde, una reggia estiva. Chi sa cosa cercare riconosce uno schema che risale a più di duemila anni fa: la stessa collina che ospitava la villa di Cicerone oggi ospita palazzi che l'aristocrazia romana e poi la Chiesa scelsero per lo stesso motivo, la giusta distanza da Roma per pensare più lucidamente di quanto la città consenta.
Questo testo nasce da un luogo che si può visitare. Per vederlo da vicino, con chi studia e vive queste opere, segui il link: l'immersione culturale a Roma
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Scopri l'accompagnamentoDomande frequenti
Cosa sono i Castelli Romani?
Un gruppo di piccole città dei Monti Albani, a sud di Roma, tra cui Frascati e Castel Gandolfo, costruite sulla caldera di un antico vulcano. È stata una destinazione estiva per l'élite romana fin dall'antichità.
Cosa vedere ai Castelli Romani?
Frascati, con le sue ville tuscolane del XVI e XVII secolo, e Castel Gandolfo, con il Palazzo Pontificio e il Lago Albano, che occupa il cratere del vulcano spento. Le due città coprono gli elementi essenziali di una visita di un giorno.
Perché Castel Gandolfo è legato ai Papi?
Perché dal XVII secolo, con papa Urbano VIII, divenne la residenza estiva dei pontefici, ampliata poi da Alessandro VII con i giardini progettati da Gian Lorenzo Bernini.
Il Lago Albano è vulcanico?
Sì. Il lago occupa un cratere del complesso vulcanico dei Monti Albani, ormai spento, la cui antica attività formò anche il rilievo dove sorsero Frascati e le altre città dei Castelli Romani.
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