Eraclito x Parmenide: l'essere cambia o è immobile?

E se il cambiamento fosse un'illusione e la vera realtà fosse qualcosa di eterno, immobile, perfetto? Questa è la provocazione di Parmenide di Elea, il più grande oppositore intellettuale di Eraclito nell'antichità.

La tesi di Parmenide

Parmenide visse nell'Italia meridionale, in una colonia greca chiamata Eleia, e lasciò frammenti di un lungo poema filosofico, Sulla Natura. La tesi centrale è radicale: l'Essere è, il Non-Essere non è, e il cambiamento implicherebbe un passaggio dall'essere al non-essere, il che è logicamente impossibile. Pertanto il cambiamento non esiste. Ciò che esiste è l'Essere, uno, eterno, indivisibile, immobile, uguale a se stesso in ogni punto. Ciò che i sensi percepiscono come cambiamento è illusione, la “via dell'opinione”, la via dei mortali che si lasciano ingannare dall'apparenza delle cose. La verità, la “via della verità”, è accessibile solo attraverso la ragione pura.

Il peso di Parmenide nella filosofia occidentale

La frase che riassume il tutto è breve e intransigente: "L'Essere è, e il Non Essere non è". Quattro parole che influenzeranno Platone e, attraverso lui, tutta la teologia cristiana medievale. Platone eredita da Parmenide l'idea che la vera conoscenza è sempre immutabile, motivo per cui le Forme platoniche (la Forma del Bene, la Forma della Bellezza, la Forma della Giustizia) sono eterne, perfette, fuori dal tempo. Senza Parmenide non esiste Platone. Senza Platone la filosofia occidentale sarebbe irriconoscibile.

Cosa rappresenta per te Parmenide?

Parmenide dà voce a uno dei sentimenti più difficili da esprimere: il rifiuto di accettare certe perdite. Quando muore qualcuno che amiamo, c'è un momento in cui il mondo sembra non avere il diritto di continuare a girare. Questa è Parmenide, l'insistenza sul fatto che l'Essere non può semplicemente diventare Non-Essere. È la ricerca dell'eterno, e questa ricerca non è fuga, è l'esigenza più profonda dell'essere umano, anche se Eraclito risponderle in modo completamente diverso.

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Domande frequenti

Qual è la differenza tra Eraclito e Parmenide?

Eraclito sostiene che tutto scorre, che il cambiamento è il governo dell'universo, ordinato dal Logos. Parmenide difende il contrario: il cambiamento è illusione, e ciò che è reale, l'Essere, è eterno, immobile e indivisibile.

Perché Parmenide dice che il cambiamento è impossibile?

Perché per lui il cambiamento significa che qualcosa passa dall'essere al non essere, il che è logicamente impossibile: l'Essere è, il Non Essere non è. Ciò che i sensi percepiscono come cambiamento sarebbe solo un'illusione, la "via dell'opinione".

Quale filosofo ha maggiormente influenzato la tradizione occidentale?

Parmenide, attraverso Platone. Platone eredita l'idea che la vera conoscenza è sempre immutabile, motivo per cui le forme platoniche sono eterne. Senza Parmenide non esiste Platone; Senza Platone la filosofia occidentale sarebbe irriconoscibile.

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