La razionalità strumentale in Pequeno Príncipe

Due dei pianeti visitati dal Piccolo Principe formano, insieme, una critica precisa a un modo di pensare che domina il mondo adulto: la razionalità strumentale, la ragione che tratta ogni cosa come un mezzo per raggiungere un fine e misura il valore delle cose in base alla loro utilità. L'uomo d'affari e il geografo sono i suoi ritratti.

L'uomo d'affari: possedere per essere ricco

Il quarto pianeta ospita un uomo chino su banconote infinite. Quando il ragazzo gli chiede cosa fa, la risposta arriva automatica: conta le stelle, per possederle, per essere ricco. Tutta la tua vita sta in un foglio di calcolo. Non alza lo sguardo, non vede il visitatore, si limita a misurare il mondo, ma non lo sente più.

L'immagine risuona con Gregor Samsa, protagonista della Metamorfosi di Franz Kafka. La cosa più tragica di Gregor non è essersi svegliato trasformato in un insetto, è che era già disumanizzato prima, ridotto al ruolo di sostentamento della sua famiglia. L'uomo d'affari è Gregor prima di un'esplicita metamorfosi: l'anima appiattita sotto il peso di un sistema che trasforma tutto, anche la luce delle stelle, in proprietà.

A questo accumulo, il Piccolo Principe oppone una frase che contiene la chiave del capitolo: "Ho un fiore che innaffio ogni giorno. È ciò che mi rende ricco". Per il ragazzo il valore nasce dal legame, non dal possesso; della relazione viva, non della quantificazione. Prendersi cura è più prezioso che contare.

Il geografo: conoscere senza vivere

Il sesto pianeta presenta lo stesso motivo in un'altra forma. Il geografo è circondato da libri pesanti e da carte geografiche, ma confessa di non aver mai visto un oceano o una montagna: scrive di ciò che non vede, perché sono gli esploratori che vengono da lui. È l'intellettuale che accumula dati, ma non ne fa esperienza; chi conosce la mappa, ma mai il paesaggio.

Il Piccolo Principe è strano: come puoi dargli un nome senza toccarlo? L'opera non condanna la conoscenza, condanna la conoscenza slegata dall'esperienza, una scienza senza amore che diventa, nelle parole della classe stessa, una mappa senza territorio.

L'alternativa: saper trasformare

Contro questa fredda ragione, il libro propone un altro tipo di conoscenza, quella che nasce dallo scontro con la terra, dall'attraversamento, dal legame. La vera conoscenza non trasforma il mondo in proprietà, trasforma il soggetto. Accumuliamo per non avere paura, contiamo per non affrontare il silenzio, ma la luminosità delle stelle non rientra in scatole né il valore della vita rientra nei resoconti. Per seguire questa recensione in dettaglio, guarda l'intera lezione.

Letture da Nous

Leggi i classici in modo approfondito

La nostra lista di oltre 130 libri consigliati, commentati e organizzati per tema, per non leggere al buio.

Vedi letture consigliate

Domande frequenti

Cos’è la razionalità strumentale in Pequeno Príncipe?

È la ragione che tratta tutto come un mezzo per raggiungere un fine: contare, possedere, catalogare. Appare nell'uomo d'affari, che ha le stelle, e nel geografo, che conosce la mappa ma non ha mai visto il paesaggio.

Perché l'uomo d'affari viene criticato?

Perché riduce la vita a un foglio di calcolo. Conta le stelle per possederle ed essere ricco, ma non le vede più né è incantato. Il Piccolo Principe contrasta il valore del legame: prendersi cura vale più che contare.

In che modo Kafka aiuta a comprendere questo argomento?

L'uomo d'affari ricorda Gregor Samsa, de La Metamorfosi, già disumanizzato, ridotto a funzione, prima ancora di diventare un insetto. È l'anima soffocata dall'utilità.

Approfondisci: I 7 pianeti e cosa significano · Alienazione a Pequeno Príncipe · L’essenziale è invisibile agli occhi
Classe di origine (YouTube): O Pequeno Príncipe, de Antoine de Saint-Exupéry (NousCast)