Nella Vocazione di San Matteo, una delle opere più famose di Caravaggio, nella chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma, Cristo indica Matteo in un ambiente che sembra un'osteria. E il volto di Matteo non è di estasi, è di incredulità: come se dicesse, io? Mi stai indicando?
Un gesto che cita Michelangelo
La luce entra da destra e il gesto di Cristo è lo stesso di Adamo nella Cappella Sistina di Michelangelo, un riferimento deliberato. Matteo era un pubblicano, l'equivalente romano di un collaboratore corrotto della potenza occupante, l'ultimo uomo che Dio avrebbe scelto. Caravaggio dipinge questa incredulità, la grazia caduta su chi non la meritava secondo criteri umani.
Il dibattito teologico dietro le quinte
La Controriforma rispose a un problema posto dalla teologia protestante di Calvino e Lutero, che predicava la predestinazione, l'idea che Dio avesse già scelto in anticipo chi sarebbe stato salvato. La Chiesa cattolica ha risposto con la dottrina del libero arbitrio e della grazia: la salvezza è possibile per chiunque, in ogni momento, indipendentemente dal passato. Caravaggio dipingeva questa dottrina ogni volta che mostrava che la grazia cadeva su un pubblicano, una prostituta o un fuggitivo, e non a caso: un uomo che aveva ucciso, era fuggito e viveva nella violenza aveva bisogno di credere che la grazia potesse giungere anche a lui.
Una Bibbia letta come storia umana
Caravaggio trattava i testi biblici non come depositari di verità eterne e immutabili, rappresentate da figure idealizzate, ma come resoconti di persone reali, con paura e dubbio, a cui accaddero cose straordinarie. È questo sguardo che trasforma la Vocazione di San Matteo in una scena così vicina a chiunque si sia mai sentito scelto nonostante tutto ciò che porta con sé.
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Vedi letture consigliateDomande frequenti
Cosa rappresenta la Vocazione di San Matteo di Caravaggio?
Rappresenta il momento in cui Cristo entra in una specie di taverna e indica Matteo, un pubblicano, invitandolo a seguirlo. È una delle opere più famose di Caravaggio, conservata nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma.
Perché il gesto di Cristo nel dipinto è un riferimento a Michelangelo?
Perché Caravaggio riproduce, nel gesto di Cristo, lo stesso gesto di Adamo nell'affresco della Cappella Sistina di Michelangelo, un riferimento deliberato che lega la vocazione di Matteo all'atto stesso della creazione.
Perché Matthew è stata una chiamata così sorprendente?
Perché gli esattori delle tasse erano visti come collaboratori corrotti del potere romano, l’ultimo tipo di persone che ti aspetteresti che Dio scegliesse. Caravaggio dipinge proprio questa incredulità sul volto di Matteo.
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