C'è una domanda che tormenta gli studiosi di Caravaggio da quattrocento anni: era un credente o un blasfemo? E la risposta, come quasi tutto in Caravaggio, rifiuta la semplicità.
Un pittore ossessionato dagli stessi testi
Quasi tutte le grandi opere di Caravaggio hanno un tema biblico: la Vocazione di San Matteo, il Sacrificio di Isacco, la Resurrezione di Lazzaro, la Coronazione di spine, la Deposizione di Cristo. Non fu né un pittore di mitologia né un ritrattista dell'aristocrazia, tornò sempre alle stesse storie di vocazione, sacrificio, tradimento, morte e redenzione.
Una lettura radicalmente diversa
La tradizione artistica cristiana trattava la Bibbia come depositaria di verità eterne e immutabili, rappresentate da figure idealizzate, in ambienti luminosi, con gesti codificati che i fedeli imparavano a decifrare. Caravaggio la lesse in un altro modo: come una storia umana, la storia di persone reali, con paura, dubbio e debolezza, a cui accaddero cose straordinarie. Un pubblicano chiamato da Cristo, una vedova che ha bisogno di decapitare un generale, un giovane che porta per il resto della vita il peso di aver ucciso.
La grandezza come risposta al conflitto
Ecco cosa Caravaggio ha capito della Bibbia che molti lettori ancora non capiscono: non è un libro su persone migliori di tutti gli altri, è un libro proprio su persone comuni in situazioni che chiedono più di quello che hanno. La grandezza biblica non è l’assenza di conflitto, ma ciò che ne fai. Un uomo che ha ucciso, è fuggito e ha vissuto nella violenza forse aveva bisogno di credere che la grazia potesse giungere anche a lui, e ha dipinto questa convinzione più volte, opera dopo opera.
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Vedi letture consigliateDomande frequenti
Caravaggio era un pittore religioso?
Quasi tutte le grandi opere di Caravaggio hanno un tema biblico: la Vocazione di San Matteo, il Sacrificio di Isacco, la Resurrezione di Lazzaro, l'Incoronazione di spine, la Deposizione di Cristo, tra gli altri. Continuava a tornare alle stesse storie di chiamata, sacrificio e redenzione.
In che modo Caravaggio leggeva i testi biblici diversamente dalla tradizione?
La tradizione trattava la Bibbia come depositaria di verità eterne, rappresentate da figure idealizzate in ambienti luminosi. Caravaggio leggeva come una storia umana, storie di persone reali, con paura e dubbio, a cui sono accadute cose straordinarie.
Qual è la visione di Caravaggio della grandezza biblica?
Per lui la grandezza biblica non sta nell’assenza di conflitto, ma in ciò che una persona fa di fronte al conflitto. Judith non ha voluto decapitare nessuno, Matthew non ha voluto rinunciare ai soldi, David ha portato il peso di quello che ha fatto per il resto della sua vita.
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