Dal mito al logos: cosa è cambiato

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Il passaggio dal mito al logos, avvenuto a Mileto nel VI secolo avanti Cristo, non fu un rifiuto della religione. Si trattò di un cambiamento nel tipo di risposta che i pensatori greci iniziarono a chiedere per spiegare il mondo: da una narrazione ereditata a un argomento esaminabile.

Qual era il mito e perché non era stupido?

Ogni cultura, prima di Mileto, già spiegava il mondo, e lo spiegava bene. Le risposte arrivarono sotto forma di mŷthos (μῦθος), la narrazione raccontata ed ereditata di generazione in generazione. Perché esiste il mare? Perché lo ha creato un dio. Perché il tuono? Perché un dio era arrabbiato. Il mito è un modo legittimo e profondo di dare un senso al mondo, non un errore grossolano che la ragione doveva correggere. È importante tenerlo presente, perché la storia viene spesso raccontata come se il mito fosse l'ignoranza e il logos la cura, ma non è proprio così.

Cosa è effettivamente cambiato

Ciò che cambia a Mileto è il tipo di risposta richiesta. Quegli uomini non si chiedevano più "quale storia spiega la pioggia?", ma piuttosto "quale causa naturale la produce, causa che posso difendere con un'argomentazione, e non con l'autorità di un dio?". La parola greca per quest'altra forma di risposta è lógos (λόγος): ragione, spiegazione, il discorso che rende conto di sé davanti a chiunque voglia esaminarlo. Non è un cambio di argomento, è un cambio di criterio: ciò che conta come una buona risposta.

Il dettaglio che quasi tutti sbagliano

Ed ecco un avvertimento, perché questo passaggio viene solitamente raccontato come un divorzio tra ragione e fede, e non lo è. Talete, il primo di questi uomini, diceva ancora: «Tutte le cose sono piene di dei» (apud Aristotele, Sull'anima, I, 5, 411a7). In altre parole: il divino non è stato espulso dal mondo, ma si è dissolto in esso. Ha smesso di essere un dio personale che decide a capriccio ed è diventato un ordine, una legge che permea le cose. Non è ateismo, è un cambiamento di luogo dal sacro, dal capriccio individuale all’ordine universale. Questo spostamento, più di qualsiasi risposta specifica sull’acqua o sull’aria, è ciò che in realtà separa il mondo prima di Mileto dal mondo dopo di esso.

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Domande frequenti

Cosa significa il passaggio dal mito al logos?

Il cambiamento nel tipo di risposta che i filosofi di Mileto iniziarono a chiedere per spiegare il mondo: invece di una narrazione ereditata sulla volontà di un dio (mito), una causa naturale, difendibile mediante argomentazione ed esaminabile da chiunque (logos).

La filosofia greca rifiutò gli dei scambiando il mito con il logos?

No. Talete, il primo filosofo, diceva ancora che “tutte le cose sono piene di dei”. Il divino non è stato espulso dal mondo, si è dissolto al suo interno: ha smesso di essere un dio personale e capriccioso per diventare un ordine, una legge che permea le cose.

Qual è la differenza tra mito e logos?

Mŷthos (μῦθος) è la narrazione raccontata ed ereditata, un modo legittimo di dare un senso al mondo. Lógos (λόγος) è la ragione, la spiegazione che rende conto di se stessa, difendibile argomentativamente e aperta all'esame di chiunque.

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