Io sono me e la mia circostanza

Io sono io e la mia circostanza. La frase più famosa di Ortega y Gasset dice che non esiste un sé isolato: siamo sempre qualcuno in una situazione concreta.

L'origine

La formula appare nelle Meditazioni di Chisciotte, del 1914, il primo libro di Ortega y Gasset. Lì usa Don Chisciotte come chiave per pensare all'uomo moderno e alla stessa Spagna.

Cosa intendi

Il sé non è una sostanza chiusa che esiste da sola. Sono sempre io più il mio mondo: tempo, luogo, lingua, persone, storia. C'è un'eco dell'essere-nel-mondo di Heidegger: l'uomo è gettato in un contesto e al di fuori di esso non esiste soggetto.

Il legame con Don Chisciotte

Quando i Duchi trasformano Don Chisciotte in uno spettacolo, le circostanze cominciano a plasmare il personaggio. Smette di essere solo un lettore di telenovele e diventa oggetto di lettura sociale. Le circostanze rifanno letteralmente chi è.

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Domande frequenti

Cosa significa Io sono me e la mia circostanza?

Che non esiste un sé separato dal tuo mondo. Siamo sempre una persona concreta all'interno di un tempo, di un luogo e di una storia, e questa circostanza fa parte di ciò che siamo.

Chi ha detto che sono me stesso e le mie circostanze?

Il filosofo spagnolo José Ortega y Gasset, in Meditazioni di Chisciotte (1914).

La frase è deterministica?

No. Ortega aggiunge un dovere: salvare la mia situazione. Riconoscere il contesto non annulla la libertà, le dà un punto di partenza concreto.

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Classe di origine (YouTube): Dom Quixote, Parte Dois (NousCast)