Il Menone di Platone è il dialogo che meglio illustra l'atteggiamento filosofico. Menone arriva fiducioso di chi crede di conoscere, e se ne va pieno di dubbi, più vicino all'apprendimento di quando è entrato.
La domanda che cambia tutto
Menone vuole discutere se la virtù possa essere insegnata. Prima di iniziare, Socrate pone la domanda che riorganizza il dibattito: "Ma cos'è la virtù?". Menone risponde senza esitazione, con un elenco: una è la virtù dell'uomo, un'altra quella della donna, un'altra quella dello schiavo. Sei soddisfatto.
Socrate sorride e inizia a lavorare. Nel giro di pochi minuti Meno si rende conto che la sua risposta era un catalogo di esempi, non una definizione. Sapeva quando appare la virtù, non cosa è, e la differenza tra le due è immensa.
Il siluro
Frustrato, Menone paragona Socrate a un pesce siluro, che intorpidisce chiunque tocchi. Socrate accetta l'immagine a una condizione: viene paragonata al siluro solo se anche lui è insensibile. "Non è perché sono libero dai dubbi che metto in dubbio gli altri; al contrario, anch'io sono in dubbio." Non distrugge Menone, lo libera dalla falsa certezza che gli impediva di cercare.
Cos’è, dopo tutto, la virtù?
L’indizio offerto dal dialogo è che la virtù è una disposizione stabile verso il bene, formata dall’esercizio, proprio come il vizio è una disposizione stabile verso il male. Non ci si arriva saltando alla risposta: ci si arriva capendo prima l'oggetto della domanda.
Leggi l'intero Menone, non più di quaranta pagine, e osserva non ciò che Socrate conclude, ma come chiede. E' sulla nostra lista letture consigliate.
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Di cosa parla il dialogo di Menone?
Menone vuole sapere se la virtù può essere insegnata. Socrate risponde con un'altra domanda, che cos'è la virtù, e mostra che non si può discutere se qualcosa viene insegnato senza prima sapere di cosa si tratta.
Si può insegnare la virtù, secondo il Menone?
Il dialogo non fornisce una risposta semplice. Il punto è il metodo, e la definizione della virtù come disposizione stabile al bene, coltivata attraverso l'esercizio.
Cos'è il siluro nel Meno?
È l'immagine che Menone usa per Socrate, paragonato a un pesce siluro che intorpidisce chi lo tocca. Socrate accetta il paragone solo se anche lui è insensibile, cioè in dubbio insieme all'altro.
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