Cos'è l'autotrascendenza

C'è un segreto nascosto nella mappa esistenziale di Viktor Frankl, ed è forse il più affascinante di tutti: l'uomo realizza se stesso solo quando lascia se stesso.

Cosa significa uscire da te stesso?

Autotrascendenza è il nome che Frankl dà a questo movimento: l'uomo si realizza quando si dona a qualcosa più grande di sé, a una causa, a una missione, a un amore. Non è guardarsi dentro alla ricerca di sé stessi, è guardare fuori, ed è proprio in questo salto che il dolore si trasforma in scopo e la sofferenza in creazione.

Perché cercare un significato in te stesso non funziona

Una persona ossessionata dalla ricerca di significato guardando dentro se stessa spesso gira in tondo. Frankl osservava che il significato appare quando l'attenzione si rivolge all'esterno, su un lavoro da compiere, su una determinata persona da amare, o sull'atteggiamento con cui si sopporta una sofferenza che non può essere evitata. Dietro c'è lo stesso ragionamento triplice dimensione dell’essere umano: è lo spirito che sceglie di trascendere se stesso, anche quando il corpo e la mente non hanno più forze.

Autotrascendenza sotto pressione

È nei momenti più estremi che l'autotrascendenza appare più chiaramente. Nei campi di concentramento Frankl vide prigionieri che, pur senza alcun controllo sulla situazione, riuscivano comunque a rivolgere la loro attenzione verso l'esterno: condividere l'ultimo pezzo di pane, mantenere una promessa a qualcuno che li aspettava fuori. È questo movimento, l'abbandono di se stessi, che sostiene l' tensione esistenziale sano di cui parla Frankl.

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Domande frequenti

Che cos'è l'autotrascendenza per Viktor Frankl?

È l'idea che l'uomo si realizza quando lascia se stesso, quando si dona a qualcosa più grande di sé, a una causa, a una missione, a un amore. È il salto che trasforma il dolore in scopo e la sofferenza in creazione.

L’autotrascendenza è la stessa cosa del sacrificio?

Non esattamente. Non è prevalere sulla propria volontà, è dirigere l'attenzione fuori di sé, su un'opera, su una persona cara o su una causa, che per Frankl è proprio il luogo in cui appare il significato.

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