Non sei coraggioso perché hai deciso di esserlo. Per Aristotele esiste una parola greca precisa per ciò che forma realmente il carattere: hexis.
Abitudine, non etichetta
Nell'Etica Nicomachea, il suo capolavoro su come vivere bene, Aristotele usa hexis per descrivere una disposizione stabile, costruita attraverso la pratica ripetuta. La virtù non è uno stato che una persona possiede una volta per tutte, come un sigillo. Non sei coraggioso, lo diventi agendo coraggiosamente, ripetutamente, anche nella paura. È la ripetizione che consolida l’abitudine, ed è l’abitudine che forma il carattere.
Perché questo è importante per il cambiamento
Questo cambia il modo in cui guardi a chi sei nel mezzo di un cambiamento costante: puoi cambiare e dovresti cambiare, ma ciò che costruisci attraverso questi cambiamenti, attraverso la disciplina e l'abitudine, è ciò che ti dà la vera identità. Non l'etichetta. Non la categoria che ti assegni su un social network. Carattere forgiato nell'azione.
Una questione personale e non accademica
L'Etica Nicomachea ha quasi 2.400 anni e rimane, forse, il libro più utile mai scritto su come vivere bene, perché non ti dice chi essere, ti chiede cosa stai praticando, cosa stai costruendo in te stesso, giorno dopo giorno. È la stessa domanda che sostiene il atto e potere: cambi ogni istante, come nel fiume di Eraclito, ma hexis è ciò che garantisce che questo cambiamento abbia una direzione, e non sia solo dissoluzione.
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Cos'è l'hexis per Aristotele?
È la parola greca per abitudine, disposizione stabile. Aristotele lo usa nell'Etica Nicomachea per spiegare che la virtù non è uno stato che una persona possiede una volta per tutte, ma si costruisce attraverso la pratica ripetuta.
Come si diventa coraggiosi, secondo Aristotele?
Non basta volere. Diventi coraggioso agendo coraggiosamente, ripetutamente, anche nella paura. Il carattere si forgia nell'azione, non nell'etichetta o nella categoria che una persona assegna a se stessa.
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