La favola, da Esopo e Fedro a Orwell

Lezione di origine: A Revolução dos Bichos, de George Orwell

La favola è uno dei generi letterari più antichi e politici esistenti: racconti che trasmettono lezioni morali attraverso personaggi animali e non umani. La fattoria degli animali, di George Orwell, non inventa questa risorsa, eredita una tradizione di venticinque secoli, che inizia con Esopo e passa per Fedro prima di arrivare al XX secolo.

Esopo, il padre del genere

Esopo era uno scrittore greco del VI secolo a.C. ed è considerato il padre della favola come genere letterario. Le sue storie, con protagonisti volpi, corvi, leoni e formiche, si concludono sempre con una lezione morale tratta dal comportamento animale, ma indirizzata al lettore umano. È una strategia narrativa ingegnosa: spostando il conflitto nel mondo animale, la favola può criticare il comportamento umano, la vanità, l'avidità, la codardia, la tirannia, senza il rischio diretto di accusare qualcuno in particolare.

Fedro e la trasmissione al mondo latino

Nel primo secolo dopo Cristo, lo scrittore latino-romano Fedro prese la stessa base creata da Esopo e la adattò alla letteratura latina, facendo sì che il genere attraversasse l'Antichità e raggiungesse la successiva tradizione occidentale. È questa stirpe, greca e poi romana, che rende la favola uno degli strumenti letterari più duraturi della storia, utilizzato e reinventato da autori di epoche completamente diverse.

Perché la favola è così utile alla critica politica

Ciò che Esopo e Fedro hanno capito, e che Orwell recupera con pieno controllo in La fattoria degli animali, è che mettere gli animali al posto delle persone non diminuisce la forza della critica, anzi, spesso la intensifica. Un maiale che diventa un dittatore è, allo stesso tempo, più facile da accettare come finzione innocua e più difficile da dimenticare come ritratto del potere. La distanza comica della favola lascia spazio a una verità che sarebbe più rischiosa, o meno efficace, se raccontata direttamente su una persona o un regime nominato.

Scrittore e pensatore

C'è una distinzione che aiuta a capire perché l'eredità di Esopo conta così tanto nell'opera di Orwell: la differenza tra uno scrittore e uno "scrittore pensante". C.S. Lewis è un esempio di scrittore pensante; George Orwell è un altro. I classici diventano classici proprio perché esiste questa distinzione: non è solo la qualità della prosa a sostenere l'opera nei secoli, è il sistema di pensiero che essa porta dietro la semplice narrazione. La favola, nelle mani di uno scrittore riflessivo, smette di essere solo una storia per bambini e diventa uno strumento di analisi politica sofisticato quanto un saggio, con il vantaggio di essere letto, ricordato e raccontato da molte più persone.

I classici formano la mente e questi grandi autori non sono solo scrittori, sono scrittori pensanti.

Orwell, erede consapevole della tradizione

Quando sceglie la favola per narrare la corruzione della Rivoluzione Russa, Orwell non fa una scelta ingenua o infantile. Adotta consapevolmente lo stesso strumento che Esopo usò per criticare il potere nell'antica Grecia e che Fedro conservò per il mondo latino: raccontare, attraverso gli animali, una verità sugli uomini che essi stessi farebbero fatica a riconoscere se raccontassero di se stessi. Ecco perché La fattoria degli animali continua a funzionare come favola e analisi politica allo stesso tempo, esattamente come intendeva Esopo venticinque secoli prima. Per saperne di più sull'autore che ha riattivato questa tradizione nel XX secolo, vale la pena leggere chi era George Orwell.

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Domande frequenti

Chi ha creato il genere delle favole?

Esopo, scrittore greco del VI secolo a.C., è considerato il padre del genere letterario della favola: racconti che trasmettono lezioni morali attraverso personaggi animali e non umani.

Chi era Fedro e che rapporto aveva con Esopo?

Fedro è stato uno scrittore latino-romano del I secolo dopo Cristo, che utilizza le stesse basi strutturali create da Esopo, adattando il genere della favola al mondo latino e assicurandone la trasmissione alla tradizione letteraria occidentale.

Perché Orwell scelse la favola per narrare la rivoluzione russa?

La favola ci permette di raccontare, attraverso gli animali, verità sul potere che sarebbero più rischiose o meno efficaci raccontate direttamente a persone e regimi reali. Orwell eredita da Esopo e Fedro questa funzione classica del genere: la lezione morale mascherata da storia semplice, accessibile a qualsiasi lettore, ma carica di critica politica.

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