I tre traditori masticati da Lucifero nella Divina Commedia

L'immagine più forte nella storia di Giulio Cesare non è a Roma, è nell'inferno di Dante. Nell'ultimo angolo della Divina Commedia, Lucifero appare congelato fino al petto in un lago di ghiaccio, con tre volti e tre bocche. In ogni bocca, per tutta l'eternità, macina un traditore. E i tre nomi dicono tutto su come l'Occidente giudicò l'omicidio di Cesare.

Giuda, Bruto e Cassio: i tre arcitraditori

Dante pubblica la Divina Commedia intorno al 1321, quasi trecento anni prima di Shakespeare. Nel Canto XXXIV dell'Inferno, in fondo assoluto al nono cerchio, riserva le tre bocche di Lucifero ai peggiori traditori che la storia abbia conosciuto. Nella bocca centrale, con la testa all'interno, c'è Giuda Iscariota, che tradì Cristo. Nelle due bocche laterali, appesi per le gambe, sono raffigurati Bruto e Cassio, che tradirono Giulio Cesare.

La logica di Dante è teologica e politica allo stesso tempo. Giuda ha tradito l'autorità divina; Bruto e Cassio tradirono l'autorità imperiale, che il poeta medievale vedeva come voluta da Dio per ordinare il mondo. Il tradimento al cielo e il tradimento all’impero sono equivalenti nel profondo del ghiaccio. Per Dante il tirannicidio non è un atto di coraggio civico: è il peccato supremo.

Perché il ghiaccio e non il fuoco

Di solito immaginiamo l'inferno come fiamme, ma il fondo della Divina Commedia è un lago ghiacciato. Il tradimento è, per Dante, il peccato più freddo: la deliberata negazione del legame, della fiducia e dell'amore che sostengono ogni relazione umana. Le stesse ali di Lucifero, battendo senza sosta, generano il vento gelido che lo tiene intrappolato. Il male, qui, è la fonte stessa della prigione.

Lo stesso gesto può essere, allo stesso tempo, il peccato peggiore della storia e l'atto più nobile di un romano.

Il verdetto invertito di Shakespeare

Ed ecco il contrasto che fa sì che la storia valga la pena. Lo stesso Bruto che Dante mastica in fondo all'Inferno è quello che Shakespeare, nel 1599, definisce “il più nobile romano di tutti”. Per il poeta medievale, un traditore al fianco di Giuda. Per il drammaturgo rinascimentale, un idealista tragico che agiva per il bene comune.

Nessuno dei due sta mentendo. Ciascuno guarda allo stesso uomo attraverso una domanda diversa: tradimento della sacra autorità o fedeltà a un ideale più grande della vita stessa? Dante giudica dall'ordine in cui si consuma il delitto; Shakespeare, per la coscienza di chi lo commette.

L'incisione di Gustave Doré

La scena ottenne la sua immagine definitiva nel 1861, quando Gustave Doré, il più grande illustratore della Divina Commedia, incise il Canto XXXIV: Lucifero sul ghiaccio, le sei ali aperte, le tre bocche da cui pendono le gambe di Bruto e Cassio. Trattandosi di un'incisione realizzata per il libro, ogni tratto è preciso, quasi chirurgico. È l'immagine che riassume l'intero dilemma: a seconda di chi giudica e di dove guarda, lo stesso uomo è il traditore per eccellenza o il romano più nobile. Rimani con Dante o con Shakespeare?

Letture da Nous

Leggi i classici in modo approfondito

La nostra lista di oltre 130 libri consigliati, commentati e organizzati per tema, per non leggere al buio.

Vedi letture consigliate

Domande frequenti

Chi sono i tre traditori masticati da Lucifero?

Nel canto XXXIV dell'Inferno, Lucifero ha tre bocche e in ciascuna schiaccia un traditore: nella bocca centrale, Giuda Iscariota, che tradì Cristo; da entrambe le parti Bruto e Cassio, che tradirono Giulio Cesare.

Perché Bruto e Cassio sono in fondo all'Inferno di Dante?

Perché Dante, Bruto e Cassio tradirono Cesare, che vedeva come l'autorità imperiale voluta da Dio. Accanto a Giuda, traditore dell'autorità divina, formano i tre arcitraditori della storia. Per il poeta il tirannicidio è il peccato peggiore, non il coraggio.

Qual è il nono girone dell'Inferno?

È il fondo dell'Inferno di Dante, un lago ghiacciato chiamato Cocito, riservato ai traditori. La parte più profonda, la Giudecca, custodisce coloro che hanno tradito i propri benefattori. Là non c'è fuoco: il tradimento è il peccato più freddo.

Approfondisci: Giulio Cesare, di Shakespeare: sintesi e analisi · Michelangelo e la Divina Commedia di Dante · La discesa di Macbeth agli inferi e Dante
Classe di origine (YouTube): Júlio César, de Shakespeare (NousCast)