Michelangelo e la Divina Commedia di Dante

Il Giudizio Universale di Michelangelo non è stato creato da zero. È stato letto per primo. Michelangelo conosceva a memoria la Divina Commedia di Dante, non come chi ha letto un libro importante, ma come chi ha interiorizzato un sistema completo di visione del mondo. Vasari, il biografo degli artisti del Rinascimento, registrò che poteva recitare interi canti del poema come altri recitano preghiere.

Un'architettura presa in prestito dalla letteratura

Dante scrisse la Divina Commedia tra il 1308 e il 1321, duecento anni prima che Michelangelo prendesse in mano il pennello, costruendo la cartografia più ambiziosa che la letteratura abbia mai prodotto, una mappa completa dell'aldilà, con Inferno, Purgatorio e Paradiso organizzati in cerchi, terrazze e sfere con una propria logica e popolazione. Dante non ha inventato il Giudizio Universale, ma è stato lui a dargli un'architettura, e Michelangelo ereditò questa struttura e la traspose sulla Muraglia Sistina.

Caronte e Minosse sulle mura vaticane

Nell'angolo inferiore destro dell'affresco è raffigurato Caronte, il barcaiolo dei morti che, nel Canto III dell'Inferno, attraversa il fiume Acheronte portando con sé le anime dannate e riconosce Dante come una persona vivente che non dovrebbe essere lì. Accanto a lui c'è Minosse, il giudice dell'Inferno del Canto V, che si avvolge la coda attorno al corpo per indicare il cerchio di ciascun condannato. Michelangelo diede a Minosse il volto di Biagio da Cesena, il critico che si era lamentato dei nudi del dipinto, proprio come Dante collocò i nemici personali e politici fiorentini nell'Inferno stesso.

La stessa visione sulle conseguenze

Dante e Michelangelo condividevano la convinzione che l'Inferno non è una punizione arbitraria, ma la logica conseguenza delle scelte di ciascuno: la condanna non è esterna, è la rivelazione di ciò che la persona ha scelto di essere. In un’epoca che preferisce attribuire la colpa alle circostanze e rifiuta l’idea delle conseguenze, questo messaggio di settecento anni fa continua a inquietare, e per questo resta necessario.

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Domande frequenti

Che rapporto c'è tra Michelangelo e la Divina Commedia di Dante?

Secondo Vasari, Michelangelo conosceva a memoria la Divina Commedia e sapeva recitare interi canti come chi recita preghiere. Il Giudizio Universale incorpora direttamente i personaggi del poema, come Caronte e Minosse, nella cartografia dell'aldilà che Dante aveva costruito duecento anni prima.

Chi è il personaggio con le orecchie d'asino nel Giorno del Giudizio?

È Minosse, il giudice dell'Inferno nel Canto V della Divina Commedia, che nell'opera di Dante si avvolge la coda attorno al corpo per indicare a quale cerchio ogni anima sarà condannata. Michelangelo gli diede il volto di Biagio da Cesena, suo critico alla corte papale.

Cosa avevano in comune Dante e Michelangelo riguardo all’idea della dannazione?

Per entrambi l'Inferno non è una punizione arbitraria, ma la logica conseguenza delle scelte di ciascuno. La condanna non è imposta dall'esterno, è la rivelazione di ciò che qualcuno ha scelto di amare sopra ogni cosa nella vita.

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