Stoicismo ed epicureismo sono le due grandi risposte che la Grecia ha dato ad un'unica domanda: come si vive bene? Le due scuole nacquero quasi insieme, intorno al 300 aC, e si contesero l'anima del mondo antico. La differenza tra loro non è di stile, ma di destino: non sono d'accordo su cosa, alla fine, renda buona la vita.
Stoicismo: solo la virtù è buona
Fondato da Zeno de Cício, lo stoicismo insegna che l'unica cosa veramente buona è la virtù, vivere secondo ragione. Tutto il resto, la fama, la ricchezza, il piacere, la salute e perfino la vita stessa, è indifferente: cose che possono essere presenti o assenti senza che il buon vivere venga perduto. Il saggio stoico non si lascia turbare da ciò che non può controllare. Controlla solo i propri giudizi e le proprie scelte; il resto appartiene al destino.
In pratica, questo significa una vita di disciplina interiore. La paura, il dolore, la perdita e la morte non hanno più potere su coloro che comprendono che nulla di tutto ciò tocca ciò che conta davvero. È una filosofia di forza d'animo, progettata per mantenere intatta l'anima sotto pressione.
Epicureismo: assenza di disturbo
Fondato da Epicuro, l'epicureismo colloca il bene supremo nella tranquillità, nell'assenza di turbamento del corpo e dell'anima. Contrariamente alla caricatura, non si tratta di perseguire piaceri intensi: Epicuro insegnava la moderazione, una vita semplice, circondata da amici, lontano dal dolore e dall'ansia. Il piacere che cerca è soprattutto negativo, la serenità di chi non soffre.
Lo stoico si chiede se abbia agito con virtù; gli epicurei, la pace era preservata.
La differenza nella pratica
La separazione appare quando la vita si fa dura. Di fronte all'ingiustizia, al dolore o al rischio, lo stoico si chiede cosa richiedono la virtù e la ragione, anche se è costoso. L'epicureo chiede come preservare la tranquillità ed evitare sofferenze inutili. Si è disposti a soffrire per la virtù; l'altro organizza la sua vita proprio per non dover soffrire.
Bruto e Cassio, fianco a fianco
Shakespeare mette in scena entrambe le scuole in Giulio Cesare. Cassio viene letto come un epicureo; Brutale, come stoico. E la commedia mostra la differenza morale tra loro: Cassio agisce per risentimento, per sofferenza di fronte a una grandezza che è fuori dalla sua portata; Bruto agisce per paura di principio, la paura del potere illimitato. Due mobili diversi muovono lo stesso pugnale, ed è lo stoico, non il risentito, a dare dignità morale al gesto. Le due filosofie qui spiegate sono la chiave per comprendere perché i due cospiratori non sono la stessa cosa.
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Qual è la differenza tra stoicismo ed epicureismo?
Per gli stoici l'unica cosa veramente buona è la virtù, e l'uomo saggio vive secondo ragione, indifferente a ciò che non controlla. Per gli epicurei il bene supremo è la tranquillità, l'assenza di disturbo, ricercata con moderazione e amicizia.
Stoicismo ed epicureismo sono opposti?
Non sono esattamente opposti, ma provengono da scopi diversi. Lo Stoico misura la vita buona in virtù; l'epicureo, per la serenità. Si accetta il dolore se la virtù lo richiede; l'altro organizza la vita per ridurre la sofferenza.
Chi ha fondato ciascuna scuola?
Lo stoicismo fu fondato da Zenone di Cicio, intorno al 300 a.C. Nello stesso periodo l'epicureismo venne fondato da Epicuro. Entrambi sono nati in Grecia e hanno avuto un profondo impatto sul pensiero romano.
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Classe di origine (YouTube): Júlio César, de Shakespeare (NousCast)