Gli stoici, suicidio e libertà

C'è una frase che attraversa Giulio Cesare come un filo silenzioso: ogni schiavo ha nelle sue mani il potere di estirpare la sua prigionia. Riassume il modo duro con cui gli stoici consideravano la morte volontaria, ed è questo che decide la fine della tragedia.

L'ultima libertà

Per lo stoicismo l'unica cosa veramente buona è la virtù, e l'uomo saggio rimane indifferente a ciò che non controlla, la fama, il dolore, la morte stessa. Da ciò deriva una conseguenza radicale: quando la vita smette di consentire un'esistenza secondo virtù, la morte può essere un'uscita razionale e libera. Non come disperazione, ma come atto di sovranità sulla propria esistenza.

Ecco perché gli stoici dicevano che la morte volontaria è la libertà che nessuna tirannia può raggiungere. Un tiranno può togliere la proprietà, la patria, l'onore pubblico. Non puoi costringere nessuno a restare in vita. Finché l’uomo conserva questo potere, c’è un limite che il potere esterno non può superare.

Nessun tiranno possiede la tua vita finché puoi lasciarla.

Libertà, non fuga

È necessario leggerlo attentamente e nel suo contesto storico. La tradizione stoica non celebrava la morte come una fuga dal dolore ordinario, né la raccomandava con leggerezza. Il punto era filosofico: mostrare che la libertà interiore è invincibile, che esiste un nucleo della persona che nessuna catena può legare. La morte volontaria è stata il caso limite che ha dimostrato la tesi, un invito non facile.

La fine di Bruto e Cassio

Nella battaglia di Filippi, l'opera porta l'idea alle sue ultime conseguenze. Cassio, pensando erroneamente che tutto sia perduto, ordina a un liberto di ucciderlo con la stessa spada che ferì Cesare. Bruto, già sconfitto, si getta sulla propria spada, impugnata da un servo, e muore come ha vissuto, controllandola fino alla propria fine.

Nella lettura stoica che Shakespeare mette in scena, i due non muoiono sconfitti: muoiono esercitando la loro ultima libertà. È la stessa frase dell'inizio, ora soddisfatta nel modo più duro possibile. Ed è questo che dà alla tragedia la sua gravità definitiva: cade la repubblica, ma resta l'uomo che si governa dall'interno, fino al momento in cui decide di andarsene.

Letture da Nous

Leggi i classici in modo approfondito

La nostra lista di oltre 130 libri consigliati, commentati e organizzati per tema, per non leggere al buio.

Vedi letture consigliate

Domande frequenti

Come consideravano il suicidio gli stoici?

Per gli stoici, quando la vita non permetteva più un'esistenza secondo virtù, la morte volontaria poteva essere una soluzione razionale e dignitosa. Era vista come l’ultima forma di libertà, quella che nessuna tirannia potrà togliere.

Cosa significa "sradicare la propria schiavitù"?

L'idea stoica è che ogni uomo, anche uno schiavo, ha nelle proprie mani il potere di porre fine alla sua prigionia attraverso la morte. Per la scuola, questo rende invincibile la libertà interiore: nessun tiranno possiede la tua vita finché puoi lasciarla.

Bruto e Cassio si suicidarono?

SÌ. Nella battaglia di Filippi, Cassio ordina a un liberto di ucciderlo e Bruto si getta sulla propria spada. Nella lettura stoica dell'opera, i due muoiono esercitando la loro ultima libertà, controllando la propria fine.

Approfondisci: Cos'è lo stoicismo · Stoicismo ed epicureismo: la differenza · Cos’è il tirannicidio preventivo
Classe di origine (YouTube): Júlio César, de Shakespeare (NousCast)