"Et tu, Brute" è storico o è un'invenzione di Shakespeare?

"Et tu, Bruto?" è probabilmente la frase più nota attribuita a Giulio Cesare. Riassume, in tre parole, il dolore del tradimento da parte di qualcuno che ami. C'è solo un problema: non esiste alcuna documentazione storica che affermi che Cesare lo abbia detto. È, nella forma in cui la conosciamo, un'invenzione di Shakespeare.

La frase che la tradizione ha consacrato

Nella commedia il momento è esatto: circondato da pugnali, Cesare resiste, finché non vede tra gli assassini il suo più caro amico. Poi si arrende: "Et tu, Bruto? Allora arrenditi, Cesare!" La frase latina è breve, tagliente, definitiva. È diventato così associato alla scena che quasi tutti lo prendono come un fatto. Ma appartiene al teatro, non alla storia: è una consacrazione della tradizione letteraria, istituita da Shakespeare nel 1599, e non un brano di cronaca romana.

La frase rimasta è più teatro che storia, e Shakespeare la fissò per sempre.

Cosa dicono le fonti antiche

Le due principali fonti antiche sulla morte di Cesare non confermano la frase e addirittura non sono d'accordo tra loro.

Svetonio dice che alcuni presenti avrebbero sentito Cesare dire, in greco, quando vide Bruto tra i pugnali, qualcosa come "anche tu, figlio mio?". Notate due punti: sarebbe in greco, non in latino, e Svetonio lo presenta come una notizia tra le altre, non come una certezza. Questa versione, con "mio figlio", alimenta ancora la vecchia voce sulla vicinanza tra Cesare e Bruto.

Plutarco, a sua volta, dice il contrario: che Cesare non disse nulla quando riconobbe Bruto. Si limitò a coprirsi il volto con la toga e smise di resistere, accettando il colpo in silenzio.

Perché è importante?

Il disaccordo tra le fonti è rivelatore. Quando i resoconti antichi non concordano su quanto detto, ciò che resta è una scena più leggendaria che documentata. Shakespeare, tre secoli dopo, non ha inventato l’omicidio, ma gli ha dato la frase perfetta, quella che la memoria collettiva ha adottato come se fosse verità storica.

È un buon promemoria di come la letteratura modella la nostra immagine del passato. Spesso ciò che "tutti sanno" di un evento non proviene dalle fonti, ma dall'artista che lo ha plasmato. "Et tu, Bruto?" È falso come un documento e vero come l'arte: cattura, meglio di qualsiasi cronaca, cosa significa essere traditi da qualcuno che ami.

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Domande frequenti

Cesare ha davvero detto "Et tu, Bruto"?

Probabilmente no. La frase latina "Et tu, Bruto?" è una consacrazione della tradizione letteraria, stabilita da Shakespeare, e non appare come documentazione storica nelle fonti antiche sulla morte di Cesare.

Cosa dice Svetonio delle ultime parole di Cesare?

Svetonio riferisce che alcuni sentirono Cesare dire, in greco, quando vide Bruto tra gli assassini, qualcosa come "anche tu, figlio mio?". Lo registra come un rapporto tra gli altri, non come una certezza, e la frase stessa alimenta le voci sulla relazione tra i due.

E cosa dice Plutarco?

Plutarco racconta una versione diversa: che Cesare non disse nulla quando riconobbe Bruto, si limitò a coprirsi il volto con la toga e smise di resistere. Le due fonti antiche non sono d'accordo, il che dimostra come la scena sia diventata più tradizione che storia.

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