Prima di lavorare per sette papi e di riscrivere Roma in pietra, piazza e colonnato, Bernini ebbe un primo mecenate decisivo: il cardinale Scipione Borghese. Ed è per questo che la Galleria Borghese può essere definita, senza esagerare, il museo del Bernini.
Il mecenate davanti ai papi
Scipione Borghese, cardinale e nipote di papa Paolo V, fu un collezionista d'arte dotato di rare risorse e ambizioni. Tra il 1618 e il 1625 commissionò al giovane Bernini la realizzazione dei tre gruppi scultorei che oggi costituiscono il nucleo del museo: Enea con Anchise e Ascanio, Apollo e Dafne e Il Ratto di Proserpina. Bernini era poco più che ventenne, e queste opere sono la testimonianza di un talento già pienamente formato, ancor prima di intraprendere i grandi progetti papali che avrebbero definito il resto della sua carriera.
Un ritratto del formativo Bernini
Mentre Piazza San Pietro e altri progetti successivi mostrano Bernini al servizio della Chiesa su scala urbana, la Galleria Borghese mostra lo scultore in un'epoca precedente: al lavoro per un unico committente privato, libero di esplorare scene di Ovidio e Virgilio con un'ambizione tecnica ed emotiva che già preannunciava tutto ciò che sarebbe venuto dopo.
Perché questa origine è importante
Comprendere questa origine cambia il modo in cui guardiamo le sculture: ognuna di esse non è solo un'opera d'arte isolata, è il primo capitolo di una carriera che riscriverebbe il linguaggio visivo di un'intera città. Vedere Bernini alla Galleria Borghese significa vedere il metodo completo già in formazione, prima di acquisire le dimensioni di un quadrato.
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Qual è il rapporto tra la Galleria Borghese e Bernini?
Il cardinale Scipione Borghese fu il principale mecenate del giovane Bernini, commissionando i tre gruppi scultorei che oggi costituiscono il nucleo del museo: Apollo e Dafne, Enea con Anchise e Ascanio e Il Ratto di Proserpina, tutti scolpiti tra il 1618 e il 1625.
Chi era Scipione Borghese?
Cardinale, nipote di papa Paolo V, collezionista d'arte e il più importante mecenate del giovane Bernini, prima che lo scultore iniziasse a lavorare direttamente per i papi.
Perché la Galleria Borghese è considerata il “museo del Bernini”?
Perché riunisce in un unico luogo il periodo formativo dello scultore, quando non lavorava ancora su larga scala per la Chiesa, ma già scolpiva con l'ambizione che avrebbe caratterizzato tutta la sua carriera successiva.
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Classe di origine (YouTube): Quem foi Bernini? (NousCast)