Gian Lorenzo Bernini nacque a Napoli nel 1598, figlio di uno scultore che riconobbe presto il talento del ragazzo, e morì a Roma nel 1680, all'età di 81 anni, dopo aver lavorato per sette papi consecutivi per quasi sessant'anni. Fu scultore, architetto, pittore, drammaturgo e scenografo, e in ciascuno di questi ambiti sarebbe stato, da solo, il migliore del suo tempo.
Il progetto che lo ha assunto
Bernini nacque in un momento di crisi per la Chiesa cattolica: la Riforma protestante aveva diviso l’autorità papale, e la risposta arrivò su due fronti. Uno dottrinale, il Concilio di Trento (1545-1563). Un'altra estetica: costruire Roma in un modo così straordinariamente bello che ogni visitatore capirebbe, con i suoi occhi, che era il centro del mondo. Da questa seconda risposta nacque il Barocco, e Bernini fu l'uomo prescelto per scriverlo sulla pietra, sulla piazza e sul colonnato.
Non sculture, esperienze
Ciò che distingue Bernini da qualsiasi altro scultore del suo tempo è l'ambizione del progetto. Non bastava una bella scultura: era necessario calcolare la luce che l’avrebbe illuminata, l’angolazione da cui lo spettatore si sarebbe avvicinato, il momento esatto in cui sarebbe rimasto senza parole. Piazza San Pietro, con i suoi colonnati a forma di bracci aperti, è l'esempio più visibile di questo metodo applicato alla scala di un'intera città.
Lo scultore che leggeva
Le tre sculture più studiate del Bernini, il gruppo di Apollo e Dafne, quello di Enea con Anchise e Ascanio e il Ratto di Proserpina, ora conservato alla Galleria Borghese, a Roma, non nacquero da libera invenzione. Sono nate dalla lettura diretta: le Metamorfosi di Ovidio e l'Eneide di Virgilio. Bernini ha scolpito scene specifiche da queste poesie e il risultato è un'arte con due strati: la superficie, visibile a qualsiasi visitatore, e la profondità, disponibile solo a coloro che conoscono il testo originale.
Questo è l'invito che percorre ancora oggi l'opera di Bernini: l'arte senza lettura è superficie. La lettura è una profondità senza fondo, il che spiega perché, quattrocento anni dopo, continuiamo a girare quell'angolo di Roma e a rimanere senza parole.
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Vedi letture consigliateDomande frequenti
Chi era Bernini?
Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) è stato uno scultore, architetto e scenografo italiano, nato a Napoli e formatosi a Roma. Lavorò per sette Papi consecutivi in quasi sessant'anni ed è considerato il principale creatore del linguaggio visivo barocco.
Perché Bernini è importante?
Perché non si è limitato a scolpire figure isolate: ha proiettato l'intero spazio attorno all'opera (la luce, l'angolo di visuale, il percorso di chi si avvicina) per produrre un'esperienza emotiva completa. Piazza San Pietro è l'esempio più visibile di questo metodo.
Qual è il rapporto di Bernini con la letteratura?
Le sue sculture più famose, come Apollo e Dafne, Enea con Anchise e Ascanio e Il Ratto di Proserpina, nascono da letture dirette di Ovidio (Metamorfosi) e Virgilio (Eneide). Bernini ha scolpito scene specifiche da queste poesie e conoscere il testo cambia ciò che vedi nella pietra.
Continua sul grappolo del Bernini: Apollo e Dafne, del Bernini e Ovidio · Enea, Anchise e Ascanio, del Bernini · Il Ratto di Proserpina, del Bernini
Classe di origine (YouTube): Quem foi Bernini? (NousCast)