Da dove viene la frase “chi ha una ragione per vivere”?

"Chi ha un perché per vivere può sostenere quasi ogni come." La frase sembra nata in un campo di concentramento. Nacque infatti mezzo secolo prima, sulla scrivania di un filosofo che non visse abbastanza da vedere la Seconda Guerra Mondiale.

L'origine, in Nietzsche

La frase è di Friedrich Nietzsche, nel libro Il crepuscolo degli idoli, del 1888. Nel contesto originale è quasi un aforisma sulla disciplina: chi ha un obiettivo abbastanza forte può resistere a qualsiasi difficoltà nel percorso verso di esso. Nietzsche non pensava alla sofferenza estrema, pensava allo scopo.

Come la frase arriva a Frankl

Fu lo psichiatra ebreo Viktor Frankl a dare a questa frase il peso che ha ancora oggi. Detenuto nei campi di concentramento nazisti, tra cui Auschwitz, Frankl osservò qualcosa che avrebbe cambiato la psicologia dopo di lui: tra i prigionieri che soffrivano esattamente la stessa fame, lo stesso freddo e la stessa violenza, coloro che avevano "una ragione" per cui vivere sopravvivevano meglio. Nel libro Alla ricerca del senso, usa la frase di Nietzsche per nominare questa scoperta clinica, non più un aforisma di disciplina, ma una scoperta osservata al limite più estremo del dolore umano.

Dall'aforisma al motto della logoterapia

La frase divenne il motto non ufficiale della logoterapia, il metodo che Frankl creò sulla base di questa esperienza: il significato non è qualcosa che ti inventi da solo, è qualcosa che scopri, sempre affacciato fuori di te, in un lavoro, in un amore, o nell'atteggiamento con cui sopporti una sofferenza che non puoi evitare. Laddove Nietzsche parlava di disciplina, Frankl trovò la sopravvivenza. La frase è la stessa. Ciò che è cambiato è stata la dimensione del “come” che ha dovuto sopportare.

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Domande frequenti

Chi ha detto che "chi ha un perché per vivere può tollerare quasi ogni come"?

La frase è del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, nel libro Il crepuscolo degli idoli (1888). Decenni dopo, lo psichiatra Viktor Frankl lo adottò come motto della logoterapia.

Cosa ha fatto Viktor Frankl con questa frase?

Frankl osservò, da prigioniero nei campi di concentramento nazisti, che chi aveva una ragione per vivere sopravviveva meglio. Ha usato la frase di Nietzsche per descrivere questa scoperta clinica nel libro Alla ricerca del significato.

La frase significa forse che la sofferenza non ha importanza?

No. Vuol dire il contrario: quando c'è un perché reale (un lavoro, una persona, un significato), la sofferenza (il “come”) non è più ciò che decide se vale la pena vivere.

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