Nel quadro più noto sull'urlo di Ulisse contro Polifemo, il gigante quasi non si vede. A dominare la tela è la luce, un'alba dorata e violenta, con una nave minuscola nel mezzo. Ed è esattamente questa sproporzione a rendere il quadro una lettura così precisa della scena.
Il momento che Turner sceglie di dipingere
Nel Canto IX dell'Odissea, Ulisse acceca il ciclope Polifemo, fugge dalla caverna legato sotto un montone, si imbarca, e già al sicuro compie il gesto che gli costerà dieci anni di viaggio: grida indietro il proprio nome, insieme alla stirpe e alla terra (Odissea, Canto IX; verso verificato sull'edizione portoghese di Christian Werner, Cosac Naify, 2014). È questo istante, l'urlo, che il pittore britannico J. M. W. Turner sceglie di rappresentare in "Ulysses Deriding Polyphemus - Homer's Odyssey" ("Ulisse deride Polifemo"), dipinto nel 1829 ed esposto quello stesso anno alla Royal Academy. L'opera, oggi alla National Gallery di Londra (NG508), è entrata nella collezione del museo nel 1856.
Dove si trova il gigante
Se cerchi Polifemo nel quadro, farai fatica a trovarlo. Il ciclope è un'ombra scura in alto nella composizione, quasi confusa con la montagna e con il fumo che ne sale. A occupare l'intera tela è un'altra cosa: un'alba dorata e violenta, luce che si riversa sul mare, e la nave di Ulisse, piccola, in mezzo a tutta quella luminosità. Turner, che nel corso della carriera sarebbe diventato noto come il pittore capace di rendere la luce il vero soggetto, non dipinge il mostro. Dipinge la luce in cui il mostro quasi si dissolve.
Turner dipinse il quadro verso la fine della propria carriera, dopo decenni dedicati ai paesaggi marini e allo studio di come la luce del sole si comporta sull'acqua nelle diverse ore del giorno. "Ulisse deride Polifemo" raccoglie tutto quello studio in un'unica scena mitologica: l'alba non è sfondo, è il vero protagonista visivo del quadro, che contende lo spazio persino all'eroe che dà il nome all'opera.
La sproporzione che il quadro dipinge
Ed è questa scelta a rendere il quadro una lettura della scena, non semplicemente un'illustrazione. Turner sta dipingendo la sproporzione: un uomo minuscolo, su una piccola barca, che sfida una forza che lui stesso non vede per intero e non riesce a misurare. Polifemo è figlio del dio del mare, Poseidone, e la portata di quella discendenza non entra negli occhi di chi gli grida contro dal basso. Il quadro mostra esattamente questo: la distanza tra la grandezza di chi sfida e la grandezza reale di ciò che viene sfidato.
Sfidare ciò che non si vede per intero
Quasi mai sappiamo la grandezza di ciò che stiamo sfidando quando sfidiamo. Ulisse grida per vanità, o per il bisogno che qualcuno sappia della propria impresa, e paga con dieci anni di mare quella che, nell'istante dell'urlo, sembrava una vittoria già conquistata. L'indovino aveva già detto a Polifemo che sarebbe stato accecato da un uomo chiamato Odisseo, e il gigante si aspettava un eroe grande e forte. Scoprire di essere stato sconfitto da qualcuno piccolo fa più male della cecità stessa, ed è questa umiliazione, non solo la ferita, a muovere la maledizione che chiede a suo padre Poseidone contro il ritorno a casa dell'eroe. Turner ha dipinto esattamente quell'istante, tra il coraggio e il suo prezzo, e forse è per questo che il quadro inquieta più di qualunque descrizione dell'episodio: perché non mostra il mostro che Ulisse ha sconfitto. Mostra la grandezza di ciò che ancora stava dietro l'ombra.
È questo incrocio tra il testo di Omero e il quadro di Turner a percorrere la lezione di Nous sull'Odissea, nel momento esatto in cui l'urlo di Ulisse diventa il punto di svolta di tutto il viaggio di ritorno a casa.
Letture da Nous
Leggi i classici in modo approfondito
La nostra lista di oltre 230 libri consigliati, commentati e organizzati per tema, per non leggere al buio.
Vedi letture consigliateDomande frequenti
Chi ha dipinto Ulisse deride Polifemo?
Il pittore britannico J. M. W. Turner, nel 1829. Il quadro, il cui titolo originale è "Ulysses Deriding Polyphemus - Homer's Odyssey", fu esposto quell'anno alla Royal Academy e si trova oggi alla National Gallery di Londra.
Cosa rappresenta il quadro di Turner Ulisse deride Polifemo?
Rappresenta il momento, nel Canto IX dell'Odissea, in cui Ulisse, ormai al sicuro sulla sua nave, grida verso la caverna il proprio nome, la propria stirpe e la propria terra, dopo aver accecato il ciclope Polifemo. Nel quadro, il gigante appare solo come un'ombra confusa con la montagna.
Dove si trova oggi il quadro di Turner su Ulisse e Polifemo?
Alla National Gallery di Londra, con il numero di inventario NG508. L'opera è entrata nella collezione del museo nel 1856.
Continua: L'Odissea, di Omero: riassunto e analisi · Nessuno è il mio nome: Odisseo e il Ciclope · Metis: l'intelligenza di Odisseo non è astuzia · Da dove cominciare a leggere i presocratici
Classe di origine (YouTube): Odisseia, de Homero