L'incoronazione di Napoleone, di David: cosa raffigura

Lezione di origine: O Vermelho e o Negro, de Stendhal

L'incoronazione di Napoleone, di Jacques-Louis David, mostra l'imperatore in piedi, al centro, che alza una corona sopra l'imperatrice Giuseppina, inginocchiata, con il papa seduto alle sue spalle, la mano alzata in benedizione. Ciò che la tela non mostra è un gesto che la cerimonia del 2 dicembre 1804 ebbe davvero: Napoleone che mette la corona sulla propria testa. Il quadro compare nella lezione del Nous su Il rosso e il nero, di Stendhal, e questo articolo spiega cosa mostra, cosa tace e perché serve da immagine del desiderio di Julien Sorel.

Cosa mostra il quadro

David dipinse la tela tra il 1805 e il 1807. Oggi si trova al Louvre, a Parigi, e misura quasi dieci metri di larghezza. La scena si svolge nella cattedrale di Notre-Dame, e al centro c'è un generale nato in Corsica, in piedi, con la corona in mano, nel momento in cui sta per posarla sulla testa di Giuseppina, che si inginocchia davanti a lui.

Il papa Pio VII è dietro, seduto, con la mano alzata. È il gesto di chi benedice, e basta: il papa assiste. Chi incorona è Napoleone.

Ciò che la cerimonia ebbe e la tela non dipinge

Nella cerimonia reale, il 2 dicembre 1804, l'ordine dei gesti fu un altro. Napoleone mise la corona sulla propria testa e poi incoronò Giuseppina. Pio VII assistette e benedisse la coppia. La lezione del Nous chiama tutto questo un ribaltamento delle tradizioni: il gesto che ci si aspetterebbe da chi presiede la cerimonia religiosa, lui lo prende per sé, e il papa resta seduto fino alla fine.

Il quadro sceglie il secondo gesto, non il primo. C'è uno schizzo dello stesso David in cui Napoleone incorona se stesso, ma la composizione finale dà il posto centrale al momento in cui incorona la donna. L'autoincoronazione resta il fatto della cerimonia, ed è proprio ciò che la tela non dipinge.

Un generale nato in Corsica

Nella lezione, ciò che si vede al centro della tela è un generale nato in Corsica che incorona un'imperatrice. Per questo l'immagine pesa nel romanzo Il rosso e il nero. Pochi anni prima, sotto Napoleone, un figlio di contadino poteva diventare generale a trent'anni: bastavano coraggio e talento. Napoleone viene sconfitto nel 1815, i re tornano, e i posti migliori cominciano a dipendere da nascita, denaro e protezione. Julien Sorel, figlio di un falegname, cresce dopo che quella porta si è chiusa, e nasconde il Memoriale di Sant'Elena, il racconto dell'esilio di Napoleone, e un ritratto di lui nel materasso.

Il quadro nella testa di Julien

Qui serve una cautela. Il romanzo non dice che Julien Sorel abbia visto L'incoronazione di Napoleone, e la lezione del Nous non lo afferma: dice io immagino. Immagino che, nella testa di Julien, fosse un'immagine che conosceva perfettamente, perché era ciò che desiderava. Desiderava quella situazione, desiderava stare in quel luogo, desiderava quella corona.

Ma la domanda, dice la lezione, è un'altra: cosa sarebbe lui con quella corona? Julien vuole il posto, la divisa, il grado. Ciò che non si chiede mai è chi sarebbe sotto tutto questo, ed è in questo punto che il quadro smette di essere pittura di storia e diventa una domanda su di lui. Lo sviluppo di questa domanda, con ciò che Julien perde lungo la strada, è in Essere qualcuno nella vita: ciò che Julien volle e perse.

Il secondo quadro: Napoleone a Fontainebleau

La lezione non si ferma al primo quadro. Per chiudere la storia, ne porta un secondo, di Paul Delaroche, dipinto nel 1840 e oggi al Musée de l'Armée, a Parigi: Napoleone a Fontainebleau, 31 marzo 1814. È lo stesso uomo, dieci anni dopo la cerimonia.

Qui è seduto su una sedia, un po' trasandato, con gli stivali sporchi di chi torna dalla battaglia, il cappello a terra, pensieroso. Intorno a lui, molto lusso, ma tutto questo lusso per cosa? Pochi giorni dopo questa scena, Napoleone avrebbe abdicato.

È con il secondo quadro che il romanzo finisce, dice la lezione. Julien ha portato per tutta la vita la prima immagine, quella dell'uomo incoronato, ma finisce in una cella, seduto, senza una divisa che valga qualcosa, senza più nulla da conquistare. Solo lì smette di fingere e prova la felicità. La scena, con spoiler, è in Il rosso e il nero, il finale: la felicità in cella. Per conoscere il ragazzo che porta la prima immagine, inizia da Chi era Julien Sorel? Il ragazzo che viveva in guerra.

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Domande frequenti

Cosa mostra il quadro L'incoronazione di Napoleone, di David?

Napoleone in piedi, al centro della tela, che alza la corona sopra l'imperatrice Giuseppina, inginocchiata. Dietro di lui, il papa Pio VII appare seduto, con la mano alzata in benedizione. La scena è quella della cerimonia del 2 dicembre 1804, nella cattedrale di Notre-Dame, a Parigi.

Napoleone si è incoronato da solo?

Sì. Nella cerimonia del 1804 Napoleone mise la corona sulla propria testa e poi incoronò Giuseppina. Il papa Pio VII assistette e benedisse. Il quadro di David non dipinge il primo gesto: sceglie il secondo, quello di Napoleone che incorona l'imperatrice.

Dove si trova L'incoronazione di Napoleone e quanto è grande la tela?

Si trova al Museo del Louvre, a Parigi. Misura circa 6,2 metri di altezza per 9,8 di larghezza, quasi dieci metri. David la dipinse tra il 1805 e il 1807, ed è stata esposta al Salon del 1808.

Cosa ha a che fare L'incoronazione di Napoleone con Il rosso e il nero?

Nella lezione del Nous sul romanzo di Stendhal, il quadro funziona come l'immagine di ciò che Julien Sorel desiderava: stare in quel luogo, con quella corona. La lezione immagina questa scena nella testa di Julien, e il romanzo non dice che lui l'abbia vista. Per chiudere la storia, la lezione porta un secondo quadro, *Napoleone a Fontainebleau*, di Delaroche.

Continuare: Essere qualcuno nella vita: ciò che Julien volle e perse · Chi era Julien Sorel? Il ragazzo che viveva in guerra · Il rosso e il nero, il finale: la felicità in cella · Musei Capitolini e Caravaggio
Lezione di origine: O Vermelho e o Negro, de Stendhal