Fontana delle Tartarughe, in Piazza Mattei

Lezione di origine: A História contada através do Bairro Hebraico em Roma

La Fontana delle Tartarughe, in Piazza Mattei, è opera di due autori diversi in due momenti diversi: la fontana stessa, progettata da Giacomo della Porta e scolpita da Taddeo Landini tra il 1580 e il 1588, e le quattro tartarughe in bronzo che le danno il nome, aggiunte quasi un secolo dopo e attribuite a Gian Lorenzo Bernini.

Della Porta e Landini, la fontana prima delle tartarughe

Alla fine del XVI secolo Giacomo della Porta, uno degli architetti più attivi nella Roma postconciliare di Trento, progettò una fontana in marmo per la piccola piazza Mattei: una vasca ottagonale, quattro giovani di bronzo in posizione elegante, acqua che scendeva a cascata. L'esecuzione scultorea fu eseguita da Taddeo Landini. L'opera fu completata tra il 1580 e il 1588, e per settant'anni fu proprio così: quattro ragazzi di bronzo che sorreggevano una fontana, senza una tartaruga in vista.

Le tartarughe, un'aggiunta settant'anni dopo

Fu solo intorno al 1658 che apparvero le tartarughe, una sotto la mano di ciascuna figura, spinte verso il bordo della vasca superiore, come se cercassero di raggiungere l'acqua. L'attribuzione al Bernini, allora nel pieno della sua attività a Roma, è la più accettata, anche se la fonte originale non ha nulla a che vedere con lui: Bernini arrivò settant'anni dopo della Porta e Landini, per completare, non per firmare, l'opera.

Perché nessuno conosce il motivo delle tartarughe

Il dettaglio più interessante della fontana non è estetico, è la mancanza di spiegazione. Non esiste alcuna traccia di significato mitologico per le tartarughe, né alcun collegamento documentato con il quartiere ebraico in cui si trova la piazza. La lettura più onesta è la più semplice: un artista ha aggiunto un ornamento alla fontana, e il motivo, se esisteva, non ci è pervenuto. È raro a Roma trovare un monumento famoso senza una spiegazione pronta, e la Fontana delle Tartarughe è una di queste.

Una fonte privata, non papale

Un'altra caratteristica che differenzia questa fontana dalla maggior parte delle fontane pubbliche di Roma, quasi sempre commissionate da un papa come segno del suo pontificato, è la sua origine privata: la Fontana delle Tartarughe fu commissionata da Muzio Mattei, nobile romano della famiglia che dà il nome alla piazza e alla strada circostante. È una delle poche fontane centrali della città che nasce dal gusto di un individuo, non dal gesto politico di un papa, il che spiega anche le sue dimensioni: piccola, domestica, pensata per la convivialità di una piazza di quartiere, non per lo spettacolo di potenza che svolgono fontane come Trevi o San Pietro in altri punti della città.

Come si legge la fontana oggi

Piazza Mattei si trova all'interno dell'antico ghetto ebraico, e la fontana convive, nello stesso isolato, con il Portico d'Ottavia e il Teatro di Marcello, gli altri punti di riferimento del percorso attraverso la regione. Non esiste un rapporto storico diretto tra la fonte e la comunità che viveva attorno ad essa: la coincidenza è geografica, non tematica, ed è bene segnalarla per non inventare un nesso che la documentazione non supporta. È un errore comune, quando un monumento si trova all’interno di un quartiere dalla forte identità, attribuirgli un significato che non ha mai avuto.

Cosa cambia con il repertorio

Chi passa da Piazza Mattei senza conoscerne la storia vedrà una piccola e graziosa fontana, sul cui bordo si arrampicano curiose tartarughe. Chi conosce la cronologia vede due opere in una: il rigore geometrico della fine del Rinascimento in della Porta e Landini, e il gesto quasi giocoso del Barocco maturo, aggiunto senza spiegazione sette decenni dopo. È la stessa Roma che si vede a strati un po' ovunque: chi arriva preparato nota cosa cambia da un periodo all'altro, anche quando il cambiamento è solo un paio di tartarughe di bronzo.

Questo testo nasce da un luogo che si può visitare. Per vederlo da vicino, con chi studia e vive queste opere, segui il link: l'immersione culturale a Roma

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Domande frequenti

Chi ha realizzato la Fontana delle Tartarughe?

La fontana fu progettata da Giacomo della Porta, con la scultura eseguita da Taddeo Landini, tra il 1580 e il 1588. Le tartarughe, che danno il nome alla fontana, vennero più tardi, intorno al 1658, e sono attribuite a Gian Lorenzo Bernini.

La Fontana delle Tartarughe è del Bernini?

Solo in parte. Bernini non progettò la fontana, che è più vecchia di settant'anni rispetto alla sua opera romana. Ciò che gli viene attribuito è solo l'aggiunta delle quattro tartarughe in bronzo, circa settant'anni dopo la fonte originaria.

Perché la fontana ha delle tartarughe?

Non è noto. Non vi è alcuna traccia di significato mitologico, religioso o di collegamento con il quartiere ebraico in cui si trova la fontana. Sembra che le tartarughe siano state una scelta decorativa dell'artista, senza alcuna spiegazione documentata fino ad oggi.

Dov'è la Fontana delle Tartarughe?

In Piazza Mattei, una piccola piazza all'interno dell'ex ghetto ebraico di Roma, a pochi minuti a piedi dal Portico d'Ottavia e dal Teatro di Marcello.

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