Due storie, la stessa ferita: un uomo scopre, troppo tardi, di aver commesso inconsapevolmente il peccato più grave legato alle proprie origini. Uno di questi è Edipo. L'altro è Gregorius, l'eroe de L'eletto di Thomas Mann. Ciò che ciascuno fa con questa scoperta è la cosa più rivelatrice che entrambe le storie hanno da dire.
La stessa ferita: il peccato senza coscienza
Edipo uccide suo padre e sposa sua madre senza sapere chi siano; Gregorius sposa sua madre senza sapere che lei è sua madre. In entrambi i casi, la trasgressione avviene senza previa consapevolezza: secondo la legge degli uomini, nessuno dei due sarebbe condannato. Eppure, quando la verità viene a galla, entrambi crollano allo stesso modo.
Edipo: il destino che schiaccia
Nella tragedia greca, il destino è una macchina spietata. Quando Edipo scopre chi ha veramente ucciso e chi ha veramente sposato, si acceca con le proprie mani e va in esilio, espulso dalla città che aveva salvato. Non c'è via d'uscita, nessun perdono possibile, solo il nudo orrore della verità. Questo è l'Edipo che Ingres dipinge davanti alla Sfinge: un uomo che sta per rispondere a un enigma che lo distruggerà.
Gregorius: la grazia che reintegra
Gregorius, scoperto, fa altro. Non si acceca, non fugge dentro di sé dalla verità. La affronta, lascia istruzioni a sua madre di governare e prendersi cura dei poveri, e parte per pagare quello che ha fatto, non perché un tribunale lo abbia condannato, ma perché la sua stessa anima sa di avere bisogno di essere purificata. Trascorre diciassette anni incatenato a uno scoglio in mare. Ed è proprio da lì, dal profondo più assoluto, che viene risorto: trovato, portato a Roma, eletto papa.
Perché chiamarlo Edipo cristiano?
È questa opposizione che dà il nome a questa lettura. Laddove il mondo greco vede un destino che schiaccia senza pietà, il mondo cristiano di Thomas Mann vede una grazia capace di reintegrare anche l'irreparabile. Gregorius è l'Edipo cristiano: la stessa ferita, curata secondo una logica del tutto diversa, quella della colpa che, affrontata, diventa materia prima per qualcos'altro.
La distinzione tra i due destini non riguarda la gravità del peccato, che è praticamente la stessa. Riguarda ciò che ciascuna tradizione crede si possa fare con essa in seguito. Questa differenza è il cuore de L'eletto, e anche la domanda che il libro lascia al lettore di oggi.
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Vedi letture consigliateDomande frequenti
Cos'è l'Edipo cristiano?
È la lettura di Gregorius, protagonista de L'eletto, di Thomas Mann, come versione cristiana del mito di Edipo: entrambi commettono inconsapevolmente lo stesso grave peccato, ma finiscono in destini opposti. Edipo si acceca e va in esilio; Gregorius si inginocchia, fa penitenza e viene elevato a papa.
Qual è la differenza tra Edipo e Gregorius?
I due scoprono, senza alcuna intenzione preventiva, un gravissimo peccato legato alle proprie origini familiari. Edipo reagisce con orrore e si distrugge: si acceca e va in esilio. Gregorius reagisce affrontando il senso di colpa: fa diciassette anni di penitenza e viene reintegrato, finendo eletto papa. Una è la tragedia del fado; l'altro, la logica della grazia.
Gregorius è una versione di Edipo?
Thomas Mann non riscrive direttamente Edipo, ma la leggenda medievale da lui adattata condivide la stessa struttura: un peccato commesso senza coscienza, legato alla famiglia d'origine, che viene alla luce in seguito. È questa struttura comune che ti permette di leggerli fianco a fianco.
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Classe di origine: O Eleito, de Thomas Mann