Primaticcio dipinse il finale dell'Odissea come dialogo

Lezione di origine: Odisseia, de Homero

Primaticcio non dipinse la vendetta di Ulisse, né l'arco, né l'eroe in piedi sui pretendenti morti. Dipinse i due, Ulisse e Penelope, sdraiati nel letto, che parlano, in una quiete che quasi non sembra appartenere alla stessa storia.

Ciò che Primaticcio sceglie di non dipingere

Nel Canto XXIII dell'Odissea, dopo vent'anni, il matrimonio di Ulisse e Penelope deve ancora superare l'ultima delle prove: un test riguardante il letto della coppia, costruito attorno a un ulivo vivo che solo loro due, e una serva, conoscevano. Solo quando Ulisse descrive questo segreto del letto, Penelope lo riconosce, e la coppia si riunisce finalmente (Odissea, Canto XXIII; verso verificato sull'edizione portoghese di Christian Werner, Cosac Naify, 2014). Un pittore meno attento avrebbe illustrato la strage dei pretendenti che viene prima, o l'eroe vittorioso, arco in mano, sui nemici caduti. Francesco Primaticcio, italiano andato a lavorare alla corte francese di Fontainebleau, sceglie tutt'altro.

La scena che dipinge

In "Ulisse e Penelope", databile intorno al 1560 e oggi nella collezione del Toledo Museum of Art, in Ohio, i due appaiono nel letto, di profilo, in luce bassa. Ulisse tiene il mento di Penelope in un gesto d'affetto, mentre lei, secondo la lettura dello stesso museo, elenca i pretendenti che ha tenuto a distanza durante i venti anni di attesa. Non c'è spada, non c'è sangue, non c'è trono. Ci sono due corpi immobili e una conversazione.

La scena riproduce una composizione più ampia: faceva parte di una serie di 58 affreschi sull'Odissea che Primaticcio dipinse sulle pareti del palazzo di Fontainebleau, la cosiddetta Galleria di Ulisse, distrutta nel 1738. Il quadro del Toledo Museum, in uno stile oggi chiamato manierismo, con figure allungate e pose che privilegiano l'invenzione del pittore rispetto all'imitazione esatta della natura, è una delle rare testimonianze rimaste di quell'intero ciclo dedicato a Omero.

Vale la pena notare il momento in cui Primaticcio dipinse questa scena: intorno al 1560, quando il manierismo aveva già spostato l'interesse della pittura europea dall'imitazione esatta della natura verso l'eleganza dell'invenzione, la posa studiata, il gesto teatrale trattenuto. È questo repertorio a permettere al pittore di concentrare tutta la forza emotiva della scena in un unico piccolo gesto, la mano sul mento, invece che in una composizione piena di azione.

Perché il dialogo è il ritorno

Omero racconta che, dopo la scena del letto, i due restano svegli tutta la notte, raccontandosi a vicenda i venti anni: lei prima, raccontando ciò che ha resistito dentro casa; lui dopo, raccontando il mare. Il poema arriva a dire che la dea Atena trattiene l'arrivo dell'aurora solo per dare tempo a questa conversazione (Odissea, Canto XXIII). Il ritorno di Ulisse non finisce nella vendetta. Finisce nell'avere, finalmente, qualcuno a cui raccontare la propria storia intera, e che ha anche una storia intera da raccontare a sua volta.

Attraversare il mondo per avere con chi parlare

È questa la scena che Primaticcio sceglie di rendere eterna, ed è per questo che il quadro inquieta in modo positivo: perché resiste alla tentazione ovvia dell'eroe vittorioso e sceglie l'immagine più silenziosa, e più vera, su cosa significhi tornare a casa dopo vent'anni. Ulisse ha attraversato il mondo intero per avere, alla fine, qualcuno con cui parlare.

È questo incontro tra il testo di Omero e il quadro di Primaticcio a chiudere la lezione di Nous sull'Odissea, nel momento in cui il poema decide che il ritorno di un uomo si compie solo quando qualcuno che lo conosceva prima ascolta, per intero, la storia di chi è diventato.

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Domande frequenti

Chi ha dipinto Ulisse e Penelope, del Museo di Toledo?

Francesco Primaticcio, pittore italiano che lavorò alla corte francese di Fontainebleau. L'opera è databile intorno al 1560 ed è oggi nella collezione del Toledo Museum of Art, in Ohio, Stati Uniti.

Cosa rappresenta il quadro Ulisse e Penelope, di Primaticcio?

Rappresenta l'ultima notte dell'Odissea, dopo il riconoscimento tra i due: Ulisse e Penelope sdraiati, che parlano, lui con la mano sul mento di lei in un gesto d'affetto. Non è la strage dei pretendenti né l'eroe vittorioso, è la coppia riunita, che si racconta venti anni di vita separata.

Dove si trova il quadro Ulisse e Penelope di Primaticcio?

Al Toledo Museum of Art, a Toledo, Ohio, Stati Uniti. La composizione deriva da uno degli affreschi che Primaticcio dipinse sull'Odissea nel palazzo di Fontainebleau, un ciclo oggi perduto.

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