Atlantide è esistita? Cosa scrisse Platone nel Timeo

Lezione di origine: F&T 3.5 - Timeu, de Platao

Atlantide è esistita? Prima della domanda, vale la pena sapere da dove viene: l'isola è nata in un dialogo di Platone, il Timeo, e compare lì in poche pagine, raccontata come esempio. Questo articolo si attiene a ciò che il testo ha scritto, e a ciò che lascia fuori.

Dove compare Atlantide

Il Timeo si apre con Socrate che ricorda una conversazione del giorno prima, sulla città ideale, molto simile a quella della Repubblica. Dice che gli piacerebbe vederla in movimento, come chi guarda un animale dipinto e vuole vederlo camminare. Crizia, uno degli invitati, risponde con una storia. Il legislatore Solone l'avrebbe ascoltata, secoli prima, da sacerdoti egizi (Timeo, 20d-25d).

La storia è quella di un'isola enorme, oltre le Colonne d'Ercole, come i greci chiamavano lo stretto di Gibilterra. Quell'isola tentò di dominare tutti i popoli del mare, e affondò in un giorno e una notte (24e-25d). Il suo nome era Atlantide. In Platone è l'avversario che l'antica Atene avrebbe affrontato, ed è così che l'isola entra nel libro: come esempio di città in azione.

Solone e i greci che sono tutti bambini

Prima di raccontare l'isola, il sacerdote egizio, molto anziano, dice a Solone una frase che è diventata famosa: i greci sono tutti bambini, e non c'è un greco che sia vecchio (22b). Intende dire che i greci non hanno memoria. Ogni catastrofe cancellava la loro storia, ed essi ricominciavano da zero.

La frase conta quanto l'isola. Dice da dove viene la storia e per quante mani è passata: dal sacerdote a Solone, da Solone a Crizia, e da Crizia al dialogo che Platone ha scritto.

Cosa dice il Timeo, e cosa non dice

Il passo è breve, e va letto con il metro giusto. Il Timeo dice dove si trovava l'isola (oltre le Colonne d'Ercole), che cosa volle fare (dominare tutti i popoli di quel mare), chi la affrontò (l'antica Atene) e come finì (affondò in un giorno e una notte). Ciò che non fa è indugiare sull'isola, né farne l'argomento del libro. La storia serve da sfondo per ciò che viene dopo.

Se cerchi più dettagli, li trovi in un altro dialogo di Platone, il Crizia, che prosegue il racconto. Per il Timeo basta l'essenziale: un'isola enorme, un'ambizione troppo grande e una fine che sta in una frase. Il resto del libro si rivolge al cielo, al tempo e all'origine del mondo.

Esiste?

Qui la risposta va detta senza giri di parole. Nessuna prova archeologica conferma Atlantide. Ciò che esiste è il testo di Platone, e il testo la usa come esempio: Atlantide è raccontata per mostrare la città ideale in azione, l'antica Atene di fronte a una potenza che vuole dominare tutti. All'interno del dialogo, la storia arriva come tradizione trasmessa, da sacerdote a Solone, da Solone a Crizia. Fuori di esso non abbiamo altra fonte. Per questo dire "Atlantide è esistita" o "non è esistita" va oltre ciò che il testo consente: si può affermare ciò che ha scritto, e la funzione che la storia svolge al suo interno.

La domanda più utile per chi apre il Timeo è forse un'altra: perché Platone ha raccontato questo? La risposta del libro è dare movimento alla città ideale che Socrate aveva descritto. Dopo di ciò, Socrate quasi non torna a parlare, e a prendere la parola è Timeo, un astronomo, per raccontare l'origine di tutto. È questa la parte che occupa il libro, e che il riassunto del Timeo segue nell'ordine in cui accade.

Da tenere a mente

Su Atlantide, ciò che si può affermare è ciò che sta nel Timeo: un'isola oltre le Colonne d'Ercole, raccontata in poche pagine come esempio di città in azione. Chi vuole sapere se sia esistita fuori dal libro trova soltanto il libro stesso. E chi vuole sapere che cosa fa il Timeo dopo di lei troverà, al posto di leggende, una delle risposte più belle dell'Antichità alla domanda sul perché esista un mondo, e non il caos. Se è questa la strada, comincia da Platone credeva in Dio? Il demiurgo del Timeo.

I riferimenti 20d-25d, 22b e 24e-25d seguono la paginazione di Stephanus, che serve a localizzare il passo in qualunque edizione del Timeo.

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Domande frequenti

Quale libro parla di Atlantide?

Atlantide compare in due dialoghi di Platone. Nasce nel Timeo, dove è presentata in poche pagine, e la storia continua nel Crizia. Questo articolo si ferma a ciò che ha scritto il Timeo.

Chi ha scritto di Atlantide?

Platone. È in Platone che l'isola compare: nel Timeo, sulla bocca di Crizia, che dice di averla sentita da Solone, il quale a sua volta l'avrebbe sentita da sacerdoti egizi.

Atlantide è esistita davvero?

Nessuna prova archeologica conferma l'isola. Ciò che esiste è il testo di Platone, che la racconta come esempio di città in azione: l'antica Atene che avrebbe affrontato quell'isola. Il Timeo non ha bisogno che lei sia esistita per essere letto.

Dove si trovava Atlantide, secondo Platone?

Oltre le Colonne d'Ercole, che è il nome con cui i greci indicavano lo stretto di Gibilterra. Secondo il racconto, l'isola tentò di dominare i popoli del Mediterraneo e affondò in un giorno e una notte.

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