La Scuola di Atene: cosa significano i gesti?

Lezione di origine: F&T 3.5 - Timeu, de Platao

Nella Scuola di Atene, di Raffaello, due uomini camminano fianco a fianco al centro dell'affresco: uno punta il dito verso il cielo, l'altro tende la mano con il palmo rivolto verso il suolo. Che cosa dicono questi gesti? La risposta corrente è nota, e arriva subito di seguito. C'è però un dettaglio che il dito e il palmo tendono a lasciare in ombra: il libro che ciascuno tiene in mano. Quello di Platone è il Timeo. Quello di Aristotele è l'Etica.

Dove si trova e che cosa mostra

La Scuola di Atene è un affresco che Raffaello dipinse all'inizio del Cinquecento, tra il 1509 e il 1511, nella Stanza della Segnatura. Oggi si trova a Roma, nei Musei Vaticani. Quasi tutti lo hanno già visto, in riproduzione o dal vivo, e non tutti ne conoscono il nome. (Per l'affresco nel suo insieme, vedi Cos'è la Scuola di Atene di Raffaello?; per il pittore, Chi era Raffaello Sanzio?.)

Al centro del dipinto c'è un uomo un po' più anziano, con una lunga barba, che indica il cielo con il dito e tiene un libro in mano. È Platone. Accanto a lui, un filosofo un po' più giovane, con la mano tesa e il palmo rivolto verso il basso. È Aristotele.

Che cosa dicono i gesti

La lettura corrente, quella che il nostro articolo sulla Scuola di Atene presenta, è quella di un contrasto: Platone indica l'alto, Aristotele la terra e l'esperienza concreta. Il dito verso l'alto e il palmo verso il basso sarebbero due modi di guardare il mondo.

Un avvertimento sul dettaglio: la lezione descrive la mano di Aristotele tesa, con il palmo rivolto verso il basso. Le descrizioni dell'affresco divergono un po' su questo punto, e c'è chi parla di una mano tesa in avanti, in orizzontale. Ciò che non cambia è il contrasto con il dito alzato di Platone. Per stabilire la posizione esatta della mano, conviene guardare l'affresco stesso.

Il libro nella mano di Platone: il Timeo

Il libro di Platone ha il titolo in vista, e non è la Repubblica né il Simposio, le sue opere più note. È il Timeo, il dialogo in cui Platone riflette sul perché esista il cosmo e non il caos. In esso Timeo, un astronomo, racconta l'origine dell'universo: parla del demiurgo, l'artigiano che prende una materia disordinata e vi mette ordine. Per l'intero dialogo, vedi Timeo, di Platone: riassunto e come leggerlo.

La lezione propone di leggere il gesto insieme al libro. Platone cammina accanto ad Aristotele con il dito puntato verso il cielo e, nelle mani, un libro che racconta l'origine dell'universo: il dito e il libro guardano nello stesso punto.

Perché proprio il Timeo?

La lezione non afferma che Raffaello abbia spiegato la scelta. Mostra il peso che quel libro aveva. Fino più o meno al XII secolo, il Timeo fu l'unico libro di Platone che si potesse leggere in Occidente, e non tutti lo leggevano per intero. Per molto tempo, dire Platone significò dire Timeo.

E c'era un secondo motivo, il modo in cui quel dialogo fu letto. Molti cristiani lo leggevano con una mano sul cuore e l'altra sulla penna: per ammirarlo, e anche per correggerlo. Ammiravano la bontà di un artigiano che non tiene il bene per sé, e correggevano l'artigiano, che per la tradizione cristiana divenne Creatore (l'argomento è in Platone e il cristianesimo: dal Timeo alla Genesi di Agostino). Era il libro che i cristiani avevano imparato ad amare e a correggere, ed è quello che Raffaello ha messo nella mano di Platone.

Il libro nella mano di Aristotele: l'Etica

Aristotele, nello stesso affresco, non ha il dito puntato verso il cielo, ma il braccio teso, con il palmo della mano rivolto verso il basso, e tiene il libro dell'Etica. È un grande allievo di Platone.

Nella lezione, questo gesto fa da ponte verso il modulo successivo, quello sulla filosofia di Aristotele, e viene accompagnato da una frase d'apertura: quella secondo cui ciò che cerchiamo non sta fuori, ma dentro di noi. È un aggancio per ciò che viene dopo, non una tesi di Aristotele dimostrata nel video. Come lui la difende, e con quali testi, è materia di quel modulo, e questo articolo non la anticipa.

Gesti e libri, insieme

I gesti sono ciò che si vede per primo, e i libri ciò che si dimentica di leggere. Platone indica il cielo tenendo il libro che spiega l'origine del cielo e del mondo ordinato. Aristotele tende il palmo verso il basso, tenendo l'Etica. Chi guarda l'immagine sapendolo vede due posture davanti al mondo e due libri che le accompagnano.

Questo articolo descrive l'affresco come lo descrive la lezione. I titoli dei due libri, Timeo ed Etica, sono in vista nel dipinto, e chi si trova davanti all'opera può verificarlo.

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Domande frequenti

Perché Platone indica in alto e Aristotele in basso?

La lettura corrente è che Platone punta verso l'alto, verso ciò che è eterno, e Aristotele verso il mondo concreto, qui in basso. La lezione aggiunge che cosa tiene in mano ciascuno: Platone, il Timeo, il libro sull'origine dell'universo; Aristotele, l'Etica. Gesti e libri si leggono insieme.

Quale libro tiene in mano Platone nella Scuola di Atene?

Il Timeo. Non la Repubblica né il Simposio, le opere più note di Platone: è il dialogo in cui riflette sul perché esista il cosmo e non il caos.

Quale libro tiene in mano Aristotele nella Scuola di Atene?

L'Etica. Compare accanto a Platone, con il braccio teso e il palmo della mano rivolto verso il basso, mentre tiene questo libro.

Dove si trova la Scuola di Atene?

A Roma, nei Musei Vaticani. È un affresco di Raffaello dipinto tra il 1509 e il 1511, all'inizio del Cinquecento, nella Stanza della Segnatura.

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