Dio ha creato il mondo dal nulla? L'artefice di Platone

Lezione di origine: F&T 3.5 - Timeu, de Platao

Chi legge la Genesi e poi apre il Timeo ha di solito la stessa impressione: l'artefice di Platone e il Creatore della Bibbia sembrano la stessa figura. Entrambi fanno un mondo buono, entrambi lo fanno con ordine. La differenza è una sola, ed è il tema di questo articolo: la materia. L'artefice di Platone trova la materia già pronta; il Dio della Bibbia crea anche quella.

Che cosa trova l'artefice di Platone

Nel Timeo, Platone chiama demiurgo, parola greca che significa artefice, la causa di cui il mondo ha bisogno per esistere. Come un falegname, ha il materiale e ha un modello in testa: quanto più il modello è buono, tanto migliore sarà il tavolo. Il modello del mondo è ciò che non cambia, e per questo il mondo è bello (Timeo 28a).

Il punto che conta qui è ciò che l'artefice aveva a portata di mano. Prima del suo lavoro c'erano disordine e movimento senza regola (Timeo 30a). Egli non fa quella materia: la trova, e la porta all'ordine perché ha giudicato l'ordine migliore. Va ricordato anche che, come osserva la lezione, Platone non parla ancora di un Dio personale: l'artefice è la risposta alla domanda "quale sarebbe questa causa?", data con le risorse del pensiero greco.

Che cosa cambia nella Genesi

Il cristiano legge il Timeo "con la penna in mano", ed è qui che la penna scrive. La tradizione cristiana legge la Genesi in un altro modo: il Dio della Bibbia non trova nulla di pronto. Crea dal nulla, e persino la materia è opera sua.

Torniamo all'immagine del falegname. Egli fa il tavolo, ma non fa il legno: dipende dal fatto che qualcuno, o qualcosa, glielo abbia messo a disposizione. L'artefice del Timeo si trova in questa situazione, per quanto saggio e buono sia. Il Creatore della Genesi sarebbe un falegname che facesse anche il legno, e lo facesse senza bisogno di nulla.

Si osservi la misura della differenza. Nel Timeo l'artefice è buono, ma limitato dal materiale che ha ricevuto. Nella Genesi nulla precede Dio, e nulla lo limita dall'esterno. Il mondo dipende da lui per intero, non solo per la sua forma. È questo il senso dell'espressione creatio ex nihilo, "creazione a partire dal nulla".

E il modello eterno?

La correzione lascia aperta una domanda. Se Dio crea tutto, da dove viene il modello verso cui guardava l'artefice di Platone? Se quel modello esiste fuori da Dio, diventa un nuovo limite.

Agostino risponde a questo nelle Ottantatré questioni diverse (questione 46), e la risposta, in parafrasi, è che le idee di tutte le cose stanno nella stessa intelligenza di Dio, come ragioni stabili di ciò che egli fa. Dio non copia nulla: conosce ciò che fa. Il modello cessa di essere un oggetto a sé, verso cui l'artefice deve volgere lo sguardo, e diventa il pensiero stesso del Creatore.

Da ricordare

Platone diede ai cristiani un linguaggio: ordine, modello, bontà che non trattiene il bene per sé. La Genesi, letta con questo linguaggio, chiede due aggiustamenti: la materia non c'era prima, e il modello non sta fuori. I cristiani che lessero il Timeo accolsero la prima parte del quadro e corressero l'artefice, che divenne Creatore. Il cammino completo di questa lettura sta in Platone e il cristianesimo: dal Timeo alla Genesi di Agostino, e l'altra conseguenza della stessa idea, il tempo, in Che cosa faceva Dio prima di creare il mondo?.

Studio approfondito

Corso di Storia della Chiesa, con il Prof. Dr. Rodrigo Bitencourt

Lettura approfondita dell'opera di Daniel Rops, dove la fede cristiana dei primi secoli e il mondo intellettuale che la accolse appaiono per intero.

Scopri il corso

Domande frequenti

Platone credeva che il mondo fosse stato creato dal nulla?

No, stando al Timeo. L'artefice di Platone lavora su una materia che c'era già, in disordine, e la porta all'ordine. Dà forma alla materia, non esistenza.

Che cosa significa dire che Dio ha creato dal nulla?

Significa che il Dio della Bibbia non trova nulla di pronto: crea tutto, e persino la materia è opera sua. È l'idea che la tradizione cristiana riassume con l'espressione latina creatio ex nihilo, creazione a partire dal nulla.

Dove stanno le idee eterne, secondo Agostino?

Nell'intelligenza di Dio. Agostino risponde, nelle Ottantatré questioni diverse (questione 46), che le idee di tutte le cose stanno nella mente divina. Dio non guarda a un modello fuori di sé: conosce ciò che fa.

Continuare: Platone e il cristianesimo: dal Timeo alla Genesi di Agostino · Che cosa faceva Dio prima di creare il mondo? Sant'Agostino · Platone credeva in Dio? Il demiurgo del Timeo · Leggere non è concordare: il passo più duro dell'Odissea
Classe di origine (YouTube): Timeu, de Platão | Por que existe um mundo, e não o caos