Metanoia: senso biblico e conversione in Platone

Lezione di origine: O Mito da Caverna explicado: a educação segundo Platão

Se sei arrivato qui cercando il significato biblico di metanoia, la risposta breve è questa: metanoia (μετάνοια) è la parola greca del Nuovo Testamento per la conversione, e significa, alla lettera, cambiamento di mente. Ciò che viene dopo la risposta breve è ciò che rende interessante la parola, e passa per Paolo, per i primi pensatori cristiani e per un rivolgimento simile in Platone.

Cosa dice la parola

La parola si forma da due elementi. Metá indica cambiamento, e noûs è la mente, la comprensione, il modo in cui una persona percepisce e giudica. Metanoia è dunque cambiamento di noûs: non cambiare opinione su un punto, ma cambiare modo di percepire. Chi la attraversa non pensa la stessa cosa con più convinzione, vede da un altro luogo.

È questo il senso che la lezione di origine di questo articolo dà alla parola: cambiamento di pensiero, conversione di mente e, di conseguenza, conversione di vita.

E il pentimento?

Metanoia viene di solito tradotta con pentimento, e questa traduzione ha una lunga storia. La tradizione latina ha reso il verbo con paenitentia, penitenza, e da lì vengono le versioni che traducono il verbo con pentirsi o con fare penitenza. Niente di tutto questo è sbagliato, e il pentimento è una dimensione reale di ciò che la Bibbia chiede: riconoscere ciò che si è fatto e soffrirne.

Quello che accade è che, nell'italiano di oggi, la parola pentimento tende a suonare solo come senso di colpa. Il greco indica qualcosa di più ampio, un rivolgimento in ciò che la persona è e nel modo in cui vede. La traduzione tradizionale non è sbagliata, è stretta per l'orecchio attuale, ed è per questo che molti traduttori preferiscono conversione. Leggere metanoia come cambiamento di mente non sminuisce il pentimento: gli restituisce il posto da cui nasce.

Romani 12,2: il rinnovamento della mente

Il versetto che la lezione avvicina a tutto questo è Romani 12,2. In parafrasi: Paolo chiede ai cristiani di Roma di non conformarsi a questo mondo, ma di trasformarsi con il rinnovamento della mente. Le traduzioni diverse rendono noûs con mente, intelletto o modo di pensare, e vale la pena verificare quella che usi.

C'è un dettaglio di precisione che aiuta. La parola metanoia non compare in questo versetto: Paolo scrive del rinnovamento del noûs. Ma la radice è la stessa di metanoia, e l'idea è di famiglia: la trasformazione passa per la mente e viene dall'interno, non da un'adesione esterna a un insieme di costumi. Ascoltata così, la frase di Paolo non chiede solo un comportamento nuovo. Chiede un modo nuovo di vedere.

Il rivolgimento di Platone: periagogé

Qui entra il contrasto che dà il titolo all'articolo. Nel libro VII della Repubblica, subito dopo l'allegoria della caverna, Platone definisce l'educazione come periagogé (περιαγωγή), rivolgimento, conversione dell'anima (518c-d; 521c). L'occhio già vede, dice, ma è puntato dalla parte sbagliata, e educare significa far girare l'anima intera, allo stesso modo in cui l'occhio non passa dal buio alla luce senza il corpo intero. Chi vuole il passo nei dettagli lo trova nell'articolo l'educazione secondo Platone.

Nota la somiglianza di struttura. Per Platone, educare è un rivolgimento di anima e di mente, non un accumulo di informazioni. Per Paolo, la trasformazione avviene con il rinnovamento della mente. La lezione legge le due parole fianco a fianco, periagogé e metanoia, come conversione di mente e conversione di vita, e le descrive in sintonia.

La differenza decisiva

La sintonia ha un confine, ed è quello che conta. In Platone, sei tu a girare. Il rivolgimento dipende dal tuo impegno, dal tuo curriculum, dalla tua disciplina: è la costruzione della tua cultura, e la lezione osserva che la visione platonica è più centrata sull'individuo che la compie. Nel cristianesimo, la metanoia è una risposta. Qualcuno chiama per primo, e ciò che si chiede è una risposta: è una conversione a una persona, quella di Gesù Cristo, e non la costruzione di un curriculum.

Per questo la domanda sul senso di metanoia non si risolve con una tabella di equivalenze. Le due idee descrivono un girarsi della mente, ma l'origine del movimento è diversa: nell'una parte da chi impara; nell'altra risponde a un messaggio e a una persona.

Platone letto dai cristiani, senza copia

Dire che le strutture si somigliano non vuol dire che l'una abbia copiato l'altra. La lezione è esplicita: non si tratta di coincidenza, ma di sintonia, perché molti pensatori cristiani si sono ispirati a Platone, al platonismo e al neoplatonismo. Tra i padri della Chiesa, cita Sant'Ambrogio e Sant'Agostino. Il caso di Sant'Agostino è il più noto: la sua conversione, raccontata nelle Confessioni, è uno dei grandi racconti di metanoia, ed è nell'articolo la conversione di Sant'Agostino.

Leggere Platone accanto al Nuovo Testamento, dunque, non serve a sminuire nessuno dei due. Serve a vedere con più nitidezza che cosa afferma ciascuno. Platone ci dice che educare è girare e che l'occhio già vede. La fede cristiana dice che la conversione risponde a una chiamata. È questo il confine che la lezione indica come decisivo.

Tutto ciò che di Platone appare in questo articolo è parafrasi, con la numerazione di Stephanus e l'edizione di riferimento della Repubblica di Maria Helena da Rocha Pereira (Fondazione Calouste Gulbenkian). La traduzione di Romani 12,2 è in parafrasi e varia da una Bibbia all'altra. Nella lezione di origine, il ragionamento completo è concatenato, dalla caverna alla definizione di educazione e da lì alla metanoia.

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Domande frequenti

Cosa significa metanoia?

Metanoia (μετάνοια) è la parola greca per cambiamento di mente, di modo di percepire e di comprendere, formata da metá, che indica cambiamento, e noûs, mente. Nel Nuovo Testamento indica la conversione, e per questo di solito viene tradotta con pentimento o conversione.

La metanoia è solo pentimento?

La traduzione con pentimento non è sbagliata, ma oggi risulta stretta: in italiano la parola tende a suonare come senso di colpa, mentre il greco indica un rivolgimento di mente e di vita. Per questo molti traduttori usano conversione, e l'idea di fondo è il cambiamento di ciò che si è, non solo la tristezza per ciò che si è fatto.

Metanoia in greco: da dove viene la parola?

Viene dal verbo metanoéō e unisce la preposizione metá, che porta l'idea di cambiamento, al sostantivo noûs, la mente o la comprensione. In senso letterale, è cambiare noûs, il modo di pensare e percepire.

Cosa dice Romani 12,2 sul cambiare mente?

In parafrasi: non conformarsi a questo mondo, ma essere trasformati dal rinnovamento della mente. La parola metanoia non compare in quel versetto, che parla del rinnovamento del noûs, ma la radice è la stessa e l'idea è affine: la trasformazione viene dall'interno, non dall'adesione esteriore.

Qual è la differenza tra la metanoia cristiana e la periagogé di Platone?

Entrambe sono un rivolgimento di mente e di anima. In Platone, la periagogé dipende da te: è il tuo curriculum, la tua disciplina. Nel cristianesimo, la metanoia è una risposta a una chiamata, alla persona di Cristo, e ciò che si chiede è rispondere a quella chiamata.

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