Cos'è il peccato? La risposta che danno i più viene dal catechismo: un elenco di divieti, con il dito alzato. Ma la tradizione cristiana offre una definizione più profonda e utile: il peccato è disordine, qualcosa fuori posto.
L'analogia della casa
Pensa ad una casa ben tenuta: ogni oggetto nel suo angolo, e c'è pace. Ora immagina che ogni cosa invada la casa di qualcun altro, i piatti sul pavimento, i vestiti in cucina, ogni cosa fuori dal posto a cui appartiene. Diventa il caos, anche senza che nulla venga distrutto. Il mondo funziona allo stesso modo: ha un suo ordine, e il peccato è ciò che rompe quell'ordine, non perché infrange una regola scritta, ma perché sposta qualcosa dal luogo che sostiene l'armonia del tutto.
Il peccato come rottura dell'armonia
Ecco perché alcune trasgressioni pesano più di altre: infrangono ordini più fondamentali. L’incesto, ad esempio, viola il più elementare degli ordini umani, quello della famiglia stessa, la struttura che dovrebbe proteggere, non esporre. Non è la violazione di una norma arbitraria; è letteralmente fuori posto.
Un esempio ne L'eletto
È proprio questo disordine ad aprire L'eletto, di Thomas Mann: due fratelli gemelli, lasciati soli e responsabili l'uno dell'altro, diventano amanti. Il libro non tratta il peccato come una trasgressione astratta di una regola; lo tratta come una rottura concreta di un ordine che avrebbe dovuto tutelarli.
Perché questa definizione cambia tutto
Definire il peccato come un disordine, e non come un elenco, ha una conseguenza importante: apre lo spazio alla domanda successiva, decisiva per comprendere ogni racconto della caduta e della redenzione. Non tutti i disordini commessi sono colpevoli allo stesso modo; per questo è necessaria un'altra condizione, che anche la tradizione ha nominato con precisione.
Questa condizione, e il motivo per cui decide il destino di interi personaggi, è oggetto del prossimo passo di questa lettura.
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Cos'è il peccato secondo la tradizione cristiana?
Non si tratta, in primo luogo, di un elenco di divieti. È un disordine: qualcosa fuori posto nell'armonia del mondo. L’incesto, ad esempio, rompe l’ordine più elementare di tutti, quello della famiglia.
Il peccato è solo una lista di divieti?
No. Ridurre il peccato a un elenco di regole non tiene conto di ciò che la tradizione intende con questa parola: il mondo ha un ordine, ogni cosa al suo posto, e il peccato è ciò che rompe quest'ordine, come un oggetto fuori dal suo posto in una casa organizzata.
Cosa occorre affinché un peccato diventi colpa?
Coscienza. La tradizione distingue il disordine commesso senza saperlo dal disordine commesso con piena consapevolezza: solo il secondo genera colpa in senso pieno. È la chiave che separa, ad esempio, i destini dei personaggi de L'eletto, di Thomas Mann.
Continuare: L'eletto, di Thomas Mann: sintesi e analisi · Non esiste colpa senza coscienza · Il male come assenza di bene · Bernini e l'Eneide, di Virgilio
Classe di origine: O Eleito, de Thomas Mann