I presocratici furono i primi filosofi della tradizione occidentale: un gruppo di pensatori greci che, a partire dal VI secolo aC, nella città portuale di Mileto, scambiarono la spiegazione del mondo attraverso i miti con una spiegazione naturale, ricercata dalla ragione.
Chi erano esattamente?
Il nome è moderno, l'etichetta storica per "filosofi prima di Socrate". I primi tre, e coloro che danno il volto a questo articolo, sono stati Talete, Anassimandro e Anassimene, legati tra loro da un raro rapporto: maestro e discepolo, discepolo e discepolo del discepolo, tutti della stessa città, in tre generazioni. Prima di loro, ogni cultura spiegava l'origine del mondo attraverso un mito, una narrazione ereditata sulla volontà di un dio. Il tuono era l'ira di un dio, il mare era opera di un altro. Non era una spiegazione ingenua, era un modo legittimo e profondo di dare un senso alle cose.
Ciò che cambia con questi tre uomini non è l'argomento, è il tipo di risposta richiesta. Hanno smesso di chiedere "quale storia spiega questo?" e cominciò a chiedersi "quale causa naturale produce questo, una causa che posso difendere con un argomento, senza bisogno dell'autorità di un dio?". Questo cambiamento ha un nome, in greco: il passaggio da mŷthos (μῦθος) a lógos (λόγος), il motivo che dà conto di sé stesso.
Cosa stavano cercando
I presocratici milesi andavano alla ricerca di qualcosa di specifico, che i greci chiamavano Arché (ἀρχή): il principio di tutto, inteso allo stesso tempo come inizio da cui partono le cose, legge che le sostiene mentre esistono, e origine a cui ritornano. Talete scommise sull'acqua, Anassimandro su un principio informe che chiamò ápeiron, Anassimene sull'aria. Tutte e tre le risposte, ora lo sappiamo, sono sbagliate.
Perché sono importanti, anche quando commettono errori
Ed è proprio qui il loro valore: non nella risposta, ma nel gesto. Anassimandro non era d'accordo con Talete con un argomento. Anassimene non era d'accordo con Anassimandro con un altro. In una sola città, in tre generazioni, è nata una tradizione in cui l'allievo ha il diritto, e il dovere, di confutare il maestro, purché questi offra una ragione migliore. Non obbedienza a un'autorità, ma sottomissione di tutti, maestro e allievo, a qualcosa di più alto di entrambi: ragione che chiunque può esaminare. È questa abitudine, non l’acqua o l’aria, a fondare la filosofia e, per estensione, la scienza.
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Vedi letture consigliateDomande frequenti
Chi erano i presocratici?
I primi filosofi della storia occidentale, attivi prima di Socrate, a partire dal VI secolo a.C., nella città greca di Mileto. I primi tre furono Talete, Anassimandro e Anassimene, legati da un rapporto di maestro e discepolo.
Cosa cercavano i presocratici?
Arché: il principio, il principio e l'origine di tutte le cose. Cercavano una spiegazione naturale e razionale del mondo, invece della spiegazione tradizionale attraverso i miti e la volontà degli dei.
Perché i presocratici sono importanti se hanno sbagliato le risposte?
Perché ciò che fondarono non era una risposta giusta, ma un nuovo tipo di domanda: che richiedeva una causa naturale, difendibile con l’argomentazione e suscettibile di correzione da parte di altri. Questa abitudine è la radice della filosofia e della scienza.
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